
I think and I think and I think. I've thought myself out of happiness one million times, but never once into it.
Jonathan Safran Foer, Extremely Loud & Incredibly Close
Ningun refugio vale de nada, pero no se puede vivir al raso.
- Se puede intentar.
- Seria meterse en un laberinto.
-En un laberinto, bueno, pero no en un castillo. Hay que elegir entre perderse y defenderse.
Carmen Martin Gaite, El cuarto de atras
Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.
Alessandro Baricco, Castelli di rabbia
Did I contradict myself? Very well then I contradict myself (I am large, I contain multitudes).
Walt Whitman, Foglie d'erba
Sono entrate nel labirinto *loading* persone
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Già, una settimana passa in fretta, e io sono di nuovo a casa... Magari nei prossimi giorni racconterò qualcosa di Tenerife, per il momento basti sapere che mi sono un pochino abbronzata (quel tanto possibile per i miei standard...), mi sono abbastanza rilassata (sarebbe bello poter andare in vacanza anche da se stessi, ma questo è un altro discorso), ho camminato un sacco e nonostante questo sono ingrassata di due chili e mezzo, accidenti.
Per il ponte del Primo Maggio ho trascorso tre giorni a Parigi.
Ora, non è che mi voglio mettere a descrivere quello che abbiamo o non abbiamo fatto; quello che abbiamo o non abbiamo visto.
Voglio solo dire che era la prima volta che visitavo la capitale francese, e ne sono tornata con una serie di ottime impressioni (forse complice anche il tempo strepitoso che abbiamo trovato…).
Dunque. A Parigi, così come a Londra, si respira un’atmosfera particolare.
Sono città stupende quelle che ti consentono di sentirti perfettamente a tuo agio dopo cinque minuti che ci hai messo piede. Voglio dire, pure Milano è una metropoli, ma non è così. Lasciamo stare i monumenti di Parigi (o Londra) che mancano a Milano: è proprio l’atmosfera ad essere diversa.
D’accordo, io ci sono stata in un periodo di ponte e quindi di vacanza. Ma le persone rilassate che si mangiano le crepes al tavolino di un bar, i bambini che, complice il gran caldo, fanno il bagno nella fontana del T
rocadero, le ragazze che girano con grosse borse di paglia con dentro la spesa (molto anni 50, tra l’altro)… non so, sono tutte cose che mi hanno molto affascinata.
E poi la Senna, e quei ponti… è vero, si parla tanto della grandeur francese, e con tutte le ragioni. E pensare che a me i francesi nemmeno stavano tanto simpatici. E invece io ho trovato, salvo qualche rara eccezione (una, per la verità), persone estremamente carine, gentili e divertenti. Ho respirato un’atmosfera molto piacevole, un melting pot ben diverso rispetto a quello londinese ma comunque evidente. Con l’aggiunta di trovarci lì nel week end di
intermezzo tra il primo turno delle presidenziali e il ballottaggio finale tra il gollista Nicolas Sarkozy e la socialista Ségolène Royal.Si respirava anche questo, tra i titoli dei giornali e le scritte sui muri. Un bel duello appassionante.