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I think and I think and I think. I've thought myself out of happiness one million times, but never once into it.
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Ningun refugio vale de nada, pero no se puede vivir al raso.
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- Seria meterse en un laberinto.
-En un laberinto, bueno, pero no en un castillo. Hay que elegir entre perderse y defenderse.
Carmen Martin Gaite, El cuarto de atras

Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.
Alessandro Baricco, Castelli di rabbia

Did I contradict myself? Very well then I contradict myself (I am large, I contain multitudes).
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giovedì, 04 giugno 2009

Sciascia chi?

Per motivi del tutto contingenti, questa mattina mi è tornata in mente una conversazione che mi capitò di sentire per caso qualche anno fa, mentre me ne stavo in biblioteca a preparare un esame per l'università.
Nel tavolo accanto al mio c'erano due ragazze che stavano evidentemente ripassando per gli esami di maturità (o esami di stato o come volete chiamarli).
A un certo punto una dice all'altra: "Sciascia, sciascia, ma chi cavolo è poi questa Sciascia?".
Ha detto "questa", giuro. Il che mi porta a dedurne che pensasse che "Sciascia" fosse un nome proprio di persona, femminile. Magari le è sfuggito che davanti ci stava scritto "Leonardo" o che spesso il nome proprio non si mette nemmeno perché si presuppone che chiunque sappia di chi si sta parlando. Ecco, presupposto sbagliato.
Comunque, al di là dell'aneddoto, mi pare un esempio significativo di come sta messa una bella fetta dei giovani studenti italiani. Non credo proprio che si sia trattato di un caso isolato. Mi verrebbe voglia di sentire un po' degli attuali maturandi e vedere cosa rispondono.
Qualcuno di quelli che stanno al potere e si spendono in tante parole arriverà mai a pensare di prendere di riflettere seriamente sull'argomento?
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 12:24 | link | commenti
categorie: parole di carta, reality
venerdì, 05 ottobre 2007

Ma è proprio necessario?

Dal Corriere di oggi (tanto per citarne uno a caso): "Alberto chiama i Poggi. Loro: non  farlo più".
Ora, sinceramente: ma chissenefrega?  Non è proprio possibile lasciare che chi deve indagare indaghi e chi deve gestire il proprio dolore lo faccia in silenzio?
E' proprio così necessario rendere pubblico ogni minimo gesto, ogni battito di ciglia?
Io non riuscirò mai ad abituarmici, a questo rendere un reality show tutto quello che accade.

un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 12:19 | link | commenti
categorie: reality, attualitÃ