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Le mie tumblrerate

Le Frasi

I think and I think and I think. I've thought myself out of happiness one million times, but never once into it.
Jonathan Safran Foer, Extremely Loud & Incredibly Close

Ningun refugio vale de nada, pero no se puede vivir al raso.
- Se puede intentar.
- Seria meterse en un laberinto.
-En un laberinto, bueno, pero no en un castillo. Hay que elegir entre perderse y defenderse.
Carmen Martin Gaite, El cuarto de atras

Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.
Alessandro Baricco, Castelli di rabbia

Did I contradict myself? Very well then I contradict myself (I am large, I contain multitudes).
Walt Whitman, Foglie d'erba

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domenica, 06 settembre 2009

Ecco, se per caso avete sorelle, cugine, nipoti, amiche, parenti varie adolescenti o giù di lì, e avete voglia di fargli un regalo, vi consiglio questo librino qui accanto. Al di là della pubblicità interessata e neanche tanto occulta che sto cercando di fare, è un romanzo allegro e divertente. Ha appassionato anche me, che adolescente non sono più da un pezzo...
Scommetto che Amy vi piacerà.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 12:06 | link | commenti (2)
categorie: editoria, parole di carta, autoreferenzialitĂ 
martedì, 07 luglio 2009

Parole di carta si fanno immagini. Ovvero: una lista con il botto finale

Continuiamo sull'onda del post precedente, dove si parlava di un film tratto da un libro.
Grazie al numero di luglio di Ciak, che dedica un bell'articolo ai film in uscita tratti da libri e al proficuo rapporto tra letteratura e grande schermo, scopro che ci sono in ballo una serie di progetti interessanti.
Vediamo. Oltre agli ormai arcinoti film tratti dalla serie di Harry Potter, da quella di Twilight e da Millennium di Stieg Larsson, dopo la fortunata trilogia di Il Signore degli Anelli la mitologia tolkeniana tornerà sugli schermi con Lo Hobbit, diretto da quel visionario di Guillermo del Toro. Al momento il film è stato soltanto annunciato e le riprese non inizieranno prima del 2010, con probabile uscita (americana) nel corso del 2011.
Paulo Coelho aprirà invece la prossima edizione del Roma Film Fest (15 ottobre) con la prima assoluta del film ispirato al suo romanzo La strega di Portobello, che si intitolerà The Experimental Witch Project. E il titolo non è scelto a caso, dato che si tratta del primo esempio di mash-movie: ogni capitolo è girato da un regista (amatoriale) differente, selezionati attraverso un concorso indetto dallo stesso Coelho.
Ma il famosissimo autore brasiliano vedrà altri due suoi romanzi diventare film nel corso dei prossimi mesi: a novembre uscirà infatti negli Stati Uniti Veronika decide di morire, per la regia di Emily Young e con Sarah Michelle "Buffy" Gellar nei panni della protagonista Veronika, mentre dovrebbe uscire nel 2010 (ma al momento è ancora in fase di sviluppo) il film di Undici Minuti.
Si parla poi di un film tratto da La Strada di Cormac McCarthy e di uno dedicato a Sherlock Holmes (interpretato da Robert Downey Jr, e qui sono proprio curiosa).
Ma passiamo ora ai progetti che più mi stanno a cuore...
Uscirà da noi a gennaio 2010 il film tratto da L'Eleganza del riccio di Muriel Barbery, libro che ho adorato e di cui ho già parlato su queste mie pagine virtuali. La produzione è, ovviamente, francese, per la regia di Mona Achache.
Sempre a gennaio 2010 è prevista poi l'uscita italiana del film di Peter Jackson tratto da Amabili resti di Alice Sebold, altro libro che mi è rimasto nel cuore (e che, me ne avvedo ora mentre scrivo, è pubblicato da E/O, proprio come il Riccio).
Uscita non ancora programmata invece per La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo, dall'omonimo libro di Paolo Giordano premio Strega 2008 (dovrebbe essere attualmente in produzione).
E infine. Infine. Non a caso lasciato per ultimo, in modo da creare la suspence necessaria.
Squillino le trombe, rullino i tamburi...
Attenzione, Siore e Siori...
E' in arrivo, apparentemente per il 2010 (ma pare che sia ancora in preproduzione), una coproduzione italo-canadese. Il regista Richard J. Lewis e gli attori Paul Giamatti e Dustin Hoffman (sì sì sì!) porteranno sullo schermo... LA VERSIONE DI BARNEY!
Ovvero, per chi ancora non lo sapesse, il mio libro preferito in assoluto.
Ora che lo so come diavolo farò ad aspettare tutto quel tempo?
(E comunque Barney Panofsky sarà interpretato da Giamatti, a quanto pare, non da Hoffman).
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 15:23 | link | commenti (6)
categorie: parole di carta, grande schermo e dintorni
martedì, 30 giugno 2009

Quanto mai attuale

Ieri sera alla Milanesiana ho sentito una meravigliosa Ute Lemper leggere questa straordinaria poesia di Charles Bukowski. Come lei stessa ha commentato, sarebbe anche ora che qualcuno si decidesse a pubblicarle anche in Italia.

Dinosauria, We
by Charles Bukowski

from The Last Night of the Earth Poems, 1992

Born like this
Into this
As the chalk faces smile
As Mrs. Death laughs
As the elevators break
As political landscapes dissolve
As the supermarket bag boy holds a college degree
As the oily fish spit out their oily prey
As the sun is masked
We are
Born like this
Into this
Into these carefully mad wars
Into the sight of broken factory windows of emptiness
Into bars where people no longer speak to each other
Into fist fights that end as shootings and knifings
Born into this
Into hospitals which are so expensive that it’s cheaper to die
Into lawyers who charge so much it’s cheaper to plead guilty
Into a country where the jails are full and the madhouses closed
Into a place where the masses elevate fools into rich heroes
Born into this
Walking and living through this
Dying because of this
Muted because of this
Castrated
Debauched
Disinherited
Because of this
Fooled by this
Used by this
Pissed on by this
Made crazy and sick by this
Made violent
Made inhuman
By this
The heart is blackened
The fingers reach for the throat
The gun
The knife
The bomb
The fingers reach toward an unresponsive god
The fingers reach for the bottle
The pill
The powder
We are born into this sorrowful deadliness
We are born into a government 60 years in debt
That soon will be unable to even pay the interest on that debt
And the banks will burn
Money will be useless
There will be open and unpunished murder in the streets
It will be guns and roving mobs
Land will be useless
Food will become a diminishing return
Nuclear power will be taken over by the many
Explosions will continually shake the earth
Radiated robot men will stalk each other
The rich and the chosen will watch from space platforms
Dante’s Inferno will be made to look like a children’s playground
The sun will not be seen and it will always be night
Trees will die
All vegetation will die
Radiated men will eat the flesh of radiated men
The sea will be poisoned
The lakes and rivers will vanish
Rain will be the new gold
The rotting bodies of men and animals will stink in the dark wind
The last few survivors will be overtaken by new and hideous diseases
And the space platforms will be destroyed by attrition
The petering out of supplies
The natural effect of general decay
And there will be the most beautiful silence never heard
Born out of that.
The sun still hidden there
Awaiting the next chapter.

un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 10:09 | link | commenti
categorie: parole di carta, attualitĂ , milanesiana
giovedì, 04 giugno 2009

Sciascia chi?

Per motivi del tutto contingenti, questa mattina mi è tornata in mente una conversazione che mi capitò di sentire per caso qualche anno fa, mentre me ne stavo in biblioteca a preparare un esame per l'università.
Nel tavolo accanto al mio c'erano due ragazze che stavano evidentemente ripassando per gli esami di maturità (o esami di stato o come volete chiamarli).
A un certo punto una dice all'altra: "Sciascia, sciascia, ma chi cavolo è poi questa Sciascia?".
Ha detto "questa", giuro. Il che mi porta a dedurne che pensasse che "Sciascia" fosse un nome proprio di persona, femminile. Magari le è sfuggito che davanti ci stava scritto "Leonardo" o che spesso il nome proprio non si mette nemmeno perché si presuppone che chiunque sappia di chi si sta parlando. Ecco, presupposto sbagliato.
Comunque, al di là dell'aneddoto, mi pare un esempio significativo di come sta messa una bella fetta dei giovani studenti italiani. Non credo proprio che si sia trattato di un caso isolato. Mi verrebbe voglia di sentire un po' degli attuali maturandi e vedere cosa rispondono.
Qualcuno di quelli che stanno al potere e si spendono in tante parole arriverà mai a pensare di prendere di riflettere seriamente sull'argomento?
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 12:24 | link | commenti
categorie: parole di carta, reality
giovedì, 02 aprile 2009

Colpi di fulmine

(e no, non è quello che pensate voi).
(purtroppo).

Tra le varie cose che faccio per lavoro, c'è anche leggere. Dall'inizio del 2009 a oggi credo di aver letto almeno una decina di libri (dico libri per semplificare, perchè la maggior parte delle volte sono piuttosto agglomerati di fogli stampati in A4 che mi fanno venir voglia di comprarmi un lettore e-book o una di quelle cose lì).
I libri che leggo per piacere personale li scelgo con una certa attenzione e in genere mi piacciono abbastanza.
Ma i libri che leggi per lavoro ovviamente non li scegli. E quindi ti ritrovi con cose che ti fanno schifo, cose che ti piacerebbero anche ma sai che non andranno bene, cose che non ti piacciono ma che invece sai potrebbero piacere a molte altre persone... eccetera. A volte leggi con piacere, altre fatichi già dopo due pagine e arranchi pietosamente fino alla fine (sperando non sia troppo lontana e guardando ogni 2 pagine quante ne mancano) e alle volte alla fine non ci arrivi nemmeno.
Poi, quando non te lo aspetti, arriva il libro che ti cattura.
Avete presente, quei libri che ci entri dentro completamente e ti arrabbi, ridi, ti intenerisci, piangi, speri... quei libri che vorresti essere lì per poter prendere a ceffoni un personaggio e abbracciarne un altro. Che finisci di leggerli e ti girano in testa per un altro po'.
Succede a volte anche con i film, e io li chiamo i libri (o i film) "di pancia". Perché al di là di tutte le considerazioni letterarie e stilistiche e di mercato eccetera, ti conquistano. Punto e basta.
Ogni tanto succede, ed è bello.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 16:45 | link | commenti (1)
categorie: parole di carta
giovedì, 05 marzo 2009

Informazione di servizio

Sul sito di Bompiani è stato attivato un mini-sito dedicato a Flavio Soriga. Ancora in fase di aggiornamento, ma intanto è lì.
Cioè, qui: http://rcslibri.corriere.it/bompiani/_minisiti/soriga/
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 10:56 | link | commenti
categorie: editoria, persone, parole di carta, announcements
domenica, 07 settembre 2008

Incredibilmente vicino

Ebbene sì. Ce l'ho fatta. A Mantova sono riuscita a vedere la chiacchierata tra Jonathan Safran Foer e Gad Lerner.
Non ci credevo molto nemmeno io, partenza da Milano alle ore 11 (dopo una notte praticamente insonne), sotto un sole cocente che manco nelle migliori giornate di agosto. Un paio d'ore dopo arriviamo alla volta di Mantova, ma il caldo è sfiancante e optiamo per fermarci immediatamente a riprenderci a colpi di tortelli di zucca. Ci voleva. Ci spostiamo dal tavolo del ristorante a quello del bar dove beviamo un bel caffè shekerato. Poi ci aggiriamo, o meglio ci trasciniamo stancamente, per le vie della cittadina. Verso le quattro andiamo a sentire un po' della diretta di Fahrenheit, ma nel dubbio optiamo per ascoltare seduti comodamente ai tavolini di un bar sorseggiando del tè freddo. Sollievo. Alla fine intorno alle cinque e mezza io e la mia compagna d'avventura decidiamo di portarci verso il luogo dell'evento: dicono che andando a mettersi in coda un po' prima qualcosa si dovrebbe trovare. Va bene. L'evento inizia alle 19.15, noi arriviamo lì prima delle 18 e già c'è una bella coda davanti a noi. Una ragazza dello staff ci rassicura dicendo che ci sono trecento biglietti in vendita: dovremmo farcela. Dopo una lunga attesa in stato più o meno comatoso, intorno alle 19 riusciamo a entrare e addirittura a ottenere un posto a sedere, con ottima visuale. E poi Jonathan arriva tutto compito, da ragazzo perbenino (e un po' assomiglia a Harry Potter, come dice Gad Lerner). A volte le domande di Lerner sono un po' contorte (in un'occasione Jonathan ammette candidamente di non aver capito la domanda), altre sono punzecchianti (il ragazzo non si scompone, ma in un paio di occasioni si vede che è leggermente irritato). Insomma, niente di sconvolgente quello che viene detto, ma è bello sentire parlare un autore che quando lo leggi ti incanta con le parole. Chiusura in grande con la sorpresa di Lella Costa (sua grande fan) che sale sul palco e legge l'ultima pagina di Molto forte, incredibilmente vicino come solo lei sa fare. Un trasporto eccezionale, non volava una mosca.
Unico rammarico non essere riuscita per motivi logistici ad affrontare la lunga coda per l'autografo. Ma non avevo neanche il libro con me.
Una giornata delirante e massacrante, ma ne valeva la pena.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 17:52 | link | commenti (1)
categorie: parole di carta, festival mantova
martedì, 26 agosto 2008

Difendiamo (e impariamo...) l'italiano

L'italiano.
Lezioni semiserie.

di Beppe Severgnini

Rizzoli
220 pagine

Libro prestato da mia sorella, e letto domenica pomeriggio, tra un paio d'ore di sole in giardino e un'oretta di viaggio in treno alla volta di (un'ancora semi deserta) Milano.
Solo un commento brevissimo: dovrebbe diventare una lettura obbligatoria per tutti. Per legge. Con tutte le leggi inutili che ci sono che problema ci sarebbe a metterne anche una utile?
Non è che ti insegni a essere scrittore. Per carità di dio. L'obiettivo è quello di insegnare a scrivere (per esempio una mail) in italiano chiaro e efficace. Adesso qualcuno starà pensando: "eh vabbè, ma a scrivere una mail sono buoni tutti". Eh no, signori miei. Chi come me lavora principalmente con l'e-mail sa quanto questa supposizione sia sbagliata.
Un bravo a Severgnini che con la sua consueta leggerezza sottolinea tanti piccoli obrobri dei quali a volte non ci si rende nemmeno conto. In alcuni casi anche con opinioni su elementi di stile che possono essere più o meno condivise. Ma sempre con grande coerenza.
Ripeto, io lo renderei una lettura obbligatoria per legge.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 14:15 | link | commenti (1)
categorie: parole di carta
venerdì, 25 luglio 2008

Breaking News

Sabato 6 settembre 2008
Ore 19.15
Mantova, Piazza Castello


Ci sarà LUI. L'ho appena saputo e già ho l'adrenalina a mille. Io e una collega abbiamo già pensato: partenza in giornata per Mantova, incontro di Foer e poi ci ammazziamo di tortelli. Un'altra ha commentato: "mi fate un po' paura". E non è che ha proprio tutti i torti.
L'anno scorso mi sono miseramente persa Neil Gaiman (e ancora mi mangio le mani), stavolta cascasse il mondo...
www.festivalletteratura.it
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 10:51 | link | commenti (5)
categorie: parole di carta, announcements, festival mantova
lunedì, 16 giugno 2008

Di un film, di un libro e di altre cose

Complice il tempo novembrino, nel fine settimana ho nell'ordine finito di leggere un libro e visto un film. Partiamo dal film, l'ultimo di M. Night Shyamalan, E venne il giorno. Poche parole perché non è che ne meriti poi più di tante. C'è un sottile e costante senso di ansia, e alcune scene sono costruite ad hoc per far crescere la tensione (vogliamo parlare della vecchietta?), ma tutto sommato siamo lontani anni luce dal Sesto senso, la trama è un po' tirata per le orecchie (anche se non manca di una sua originalità) e il finale è un po' stucchevole. Cioè, sarebbe stato un gran bel finale se si fosse fermato 5 minuti prima. L'abbraccio in mezzo al prato con il vento che va scemando. Bello. Alla fine gli diamo la sufficienza.
Il libro che ho finito di leggere invece è Giulietta Squeenz, di Pulsatilla. Non ho letto La ballata delle prugne secche, quindi non sono in grado di fare confronti e di esprimere giudizi comparati, però Giulietta mi è piaciuto. E' un libro leggero e ironico che nasconde anche una sua drammaticità. E siccome la protagonista è praticamente una mia coetanea, in fin dei conti non è difficile ritrovarsi in alcuni dei suoi problemi, in alcune delle sue riflessioni. Pur con tutte le differenze del caso. Un tratto fra tutti, quell'incapacità di amare, o meglio quell'incapacità di esternare i propri sentimenti per paura di non essere amati abbastanza. E la contraddizione di amare la solitudine e di aver paura di restare da soli (che poi non è proprio una contraddizione. La solitudine è una scelta, il restare da soli no, per dire). Insomma, un libro che mi ha fatto tanto sorridere, ma alcuni di questi sorrisi erano malinconici e un poco amari.
E poi nel week end ho cercato di evitare come la peste l'istinto di lanciarmi negli inevitabili bilanci che ogni compleanno porta con sè, e ci sono riuscita solo in parte. Complici il mal tempo persistente e una discreta dose di autolesionismo (altrimenti detto: stupidità), l'umore da queste parti non è che sia proprio dei migliori. Sarebbe il caso di prendere finalmente coscienza di alcune cose (sul serio però, mica come ho fatto fino ad ora), di smetterla di raccontarmela e di appigliarmi a dettagli minuscolissimi che vedo peraltro solo io. Non so, in teoria non dovrebbe essere poi tanto difficile.