Milano non è Milano
di Aldo Nove
Laterza, 2004
145 pagine
La quarta di copertina recita, semplicemente, "una guida d'autore alla metropoli più metropoli d'Italia".
Vero e falso. Nel senso che questo librino è senza dubbio d'autore, ma non lasciatevi fuorviare dalla parola "guida". Più che altro, si tratta di una serie di divagazioni di carattere storico, geografico, topografico, artistico, sociale eccetera, in ordine sparso, la maggior parte delle volte spassosissime. Come all'inizio, quando racconta le sensazioni del ragazzino di provincia che per la prima volta va nella grande città. E arrivato in piazza Duomo, la prima cosa che vede non è mica il Duomo. E' un cartellone pubblicitario.
Il libro è scritto da uno che a Milano ci vive, e si vede. Ha lo sguardo critico ma allo stesso tempo amorevole. Ne sottolinea i difetti, ma si legge tra le righe che sotto sotto non vivrebbe da nessun'altra parte, forse.
Io l'ho letto con grande piacere, e lo consiglio a tutti coloro che a Milano ci vivono o ci lavorano. Perchè ritroveranno un sacco di esperienze quotidiane, e si troveranno a sorridere, spesso, sentendosi quasi complici dell'autore. Io (che inizialmente, un anno fa, ero un po' scettica sul trasferimento milanese, e adesso mi sento perfettamente a mio agio nella pazza frenesia di questa città), ci ho trovato persino una descrizione della via dove abito. Ve la riporto: "la via più caratteristica, in questo centro, è probabilmente via Castaldi, una stradina che interseca via Tadino e dove si trovano, concentrati nel raggio di poche decine di metri, cinque ristoranti stranieri, un bar eritreo e sei piccoli negozi che vendono prodotti africani, dagli alimentari ai prodotti di artigianato". Ecco, non è proprio così. E questo testimonia il concetto chiave espresso dal libro: Milano non è Milano, perchè Milano è in continua mutazione. E infatti, dal 2004 (quando è stato scritto) al 2007 anche via Castaldi nel suo piccolo è cambiata: non credo che i ristoranti stranieri siano proprio 5 (io ne ho in mente 3, di cui 2 indiani, di cui uno di fronte alla mia finestra), e dei sei piccoli negozi direi ne sono rimasti 2. Così, giusto per fare un esempio.
E poi c'è la storia di Milano, quella del Duomo, si parla di Cenacolo e di metropolitana... insomma, lo ripeto, lettura consigliatissima per chi ha a che fare con Milano e i milanesi, ma non solo. Tanto è piccino, e si legge in un soffio.