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I think and I think and I think. I've thought myself out of happiness one million times, but never once into it.
Jonathan Safran Foer, Extremely Loud & Incredibly Close

Ningun refugio vale de nada, pero no se puede vivir al raso.
- Se puede intentar.
- Seria meterse en un laberinto.
-En un laberinto, bueno, pero no en un castillo. Hay que elegir entre perderse y defenderse.
Carmen Martin Gaite, El cuarto de atras

Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.
Alessandro Baricco, Castelli di rabbia

Did I contradict myself? Very well then I contradict myself (I am large, I contain multitudes).
Walt Whitman, Foglie d'erba

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giovedì, 12 marzo 2009

Punti di vista

Ieri pomeriggio è venuta in ufficio da noi una tizia per una riunione.
Ho sentito con le mie orecchie (giuro) la seguente frase: "Oh!!! Che panorama! Che bello lavorare qui con una vista così"!
Ora.
Il mio ufficio si trova al sesto piano di un palazzo con vista su vari capannoni industriali, sulla Tangenziale Est e su un pezzettino delle piste di Linate.
E' pur vero che ieri c'era il cielo terso (persino azzurro!) e si vedevano sullo sfondo le alpi innevate, ma da qui a dire che è meraviglioso lavorare con una vista del genere...
Ritorni in un grigio e nebbioso giorno di dicembre, signora cara, poi ne riparliamo.
(E aggiungo che la signora in questione veniva da Londra. Ecco).
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 16:26 | link | commenti
categorie: milano
venerdì, 22 agosto 2008

A brief note from a deserted place

Due giorni fa sono tornata al lavoro. Non che ne avessi particolarmente voglia, fosse stato per me avrei allungato tranquillamente fino a lunedì prossimo, ma l'azienda ha riaperto e non era bello lasciare l'ufficio del tutto scoperto. E così. Sotto a chi tocca (cioè a me, come al solito).
Si potrebbe pensare che tutto sommato sia un vantaggio lavorare in una Milano ancora praticamente deserta. Bah. Vero che c'è poco traffico, poca gente ovunque, al supermercato non si fa la fila alla cassa... ma i mezzi pubblici passano un po' quando gli pare (tendenzialmente, poco), il 99% di negozi-bar-ristoranti sono chiusi (ma il giapponese sotto casa mia è aperto, per fortuna!) e in genere tutto langue. Preferisco la Milano incasinata, frenetica, trafficata.
Qui in azienda poi sembra di essere i superstiti di una guerra nucleare. Silenzio irreale, corridoi vuoti e bui, mail con il contagocce e telefonate inesistenti. Per la prima mezza giornata dici "che pace...". Poi passi al "che palle!!!". Per non parlare della mensa a orario ridotto, transennata per ridurre lo spazio occupabile e con un menù ancora più deprimente del solito (ieri ho visto: piatto con due uova sode tagliate a fette e disposte in circolo attorno a un mucchietto di insalata russa. Giuro. Oggi sono andata a mangiare a casa).
Lunedì si dovrebbe tornare alla normalità. Visto che ormai le vacanze se ne sono andate, tanto vale ributtarsi nella mischia.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 13:56 | link | commenti
categorie: milano, autoreferenzialitĂ 
giovedì, 12 luglio 2007

La notte bianca dei saldi

Ieri sera c'è stata la prima edizione della notte bianca dei saldi. Non è che abbia visto moltissimo, ma a occhio e croce mi aspettavo qualcosa in più. Parecchi negozi delle zone centrali erano comunque chiusi, e la maggior parte di quelli aperti ha abbassato le saracinesche a mezzanotte, bloccando l'ingresso già poco dopo le undici, quando sui volantini pubblicitari si leggeva che sarebbero stati aperti fino alle due. Un buon successo di affluenza, invece, con via Torino, corso Vittorio Emanuele e corso Buenos Aires pieni zeppi di gente come se fossero le quattro di un sabato pomeriggio. Mi piacerebbe sapere come sono andate le vendite. Per quanto mi riguarda, io ho comprato due semplicissime ed economicissime t-shirts.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 17:10 | link | commenti
categorie: milano, shopping
sabato, 30 giugno 2007

Oh Gosh

Meno una settimana all'inizio dei saldi estivi.
Oggi vagavo in internet in cerca di conferme sulla data effettiva di inizio a Milano, e mi sono imbattuta nella notizia di una "notte bianca dei saldi", programmata per l'11 luglio. Ne potete leggere qui.
Io non mancherò, ovviamente. Non devo nemmeno fare tanta strada, mi basta uscire di casa.
Vi farò sapere come ne esco.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 18:26 | link | commenti
categorie: milano, segnalazione, saldi
domenica, 17 giugno 2007

Milano per i milanesi (ma anche no)

Milano non è Milano
di Aldo Nove
Laterza, 2004
145 pagine


La quarta di copertina recita, semplicemente, "una guida d'autore alla metropoli più metropoli d'Italia".
Vero e falso. Nel senso che questo librino è senza dubbio d'autore, ma non lasciatevi fuorviare dalla parola "guida". Più che altro, si tratta di una serie di divagazioni di carattere storico, geografico, topografico, artistico, sociale eccetera, in ordine sparso, la maggior parte delle volte spassosissime. Come all'inizio, quando racconta le sensazioni del ragazzino di provincia che per la prima volta va nella grande città. E arrivato in piazza Duomo, la prima cosa che vede non è mica il Duomo. E' un cartellone pubblicitario.
Il libro è scritto da uno che a Milano ci vive, e si vede. Ha lo sguardo critico ma allo stesso tempo amorevole. Ne sottolinea i difetti, ma si legge tra le righe che sotto sotto non vivrebbe da nessun'altra parte, forse.
Io l'ho letto con grande piacere, e lo consiglio a tutti coloro che a Milano ci vivono o ci lavorano. Perchè ritroveranno un sacco di esperienze quotidiane, e si troveranno a sorridere, spesso, sentendosi quasi complici dell'autore. Io (che inizialmente, un anno fa, ero un po' scettica sul trasferimento milanese, e adesso mi sento perfettamente a mio agio nella pazza frenesia di questa città), ci ho trovato persino una descrizione della via dove abito. Ve la riporto: "la via più caratteristica, in questo centro, è probabilmente via Castaldi, una stradina che interseca via Tadino e dove si trovano, concentrati nel raggio di poche decine di metri, cinque ristoranti stranieri, un bar eritreo e sei piccoli negozi che vendono prodotti africani, dagli alimentari ai prodotti di artigianato". Ecco, non è proprio così. E questo testimonia il concetto chiave espresso dal libro: Milano non è Milano, perchè Milano è in continua mutazione. E infatti, dal 2004 (quando è stato scritto) al 2007 anche via Castaldi nel suo piccolo è cambiata: non credo che i ristoranti stranieri siano proprio 5 (io ne ho in mente 3, di cui 2 indiani, di cui uno di fronte alla mia finestra), e dei sei piccoli negozi direi ne sono rimasti 2. Così, giusto per fare un esempio.
E poi c'è la storia di Milano, quella del Duomo, si parla di Cenacolo e di metropolitana... insomma, lo ripeto, lettura consigliatissima per chi ha a che fare con Milano e i milanesi, ma non solo. Tanto è piccino, e si legge in un soffio.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 20:40 | link | commenti
categorie: recensioni, milano, parole di carta