I think and I think and I think. I've thought myself out of happiness one million times, but never once into it. Jonathan Safran Foer, Extremely Loud & Incredibly Close
Ningun refugio vale de nada, pero no se puede vivir al raso. - Se puede intentar. - Seria meterse en un laberinto. -En un laberinto, bueno, pero no en un castillo. Hay que elegir entre perderse y defenderse. Carmen Martin Gaite, El cuarto de atras
Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde. Alessandro Baricco, Castelli di rabbia
Did I contradict myself? Very well then I contradict myself (I am large, I contain multitudes). Walt Whitman, Foglie d'erba
Ieri sera alla Milanesiana ho sentito una meravigliosa Ute Lemper leggere questa straordinaria poesia di Charles Bukowski. Come lei stessa ha commentato, sarebbe anche ora che qualcuno si decidesse a pubblicarle anche in Italia.
Dinosauria, We
by Charles Bukowski
from The Last Night of the Earth Poems, 1992
Born like this
Into this
As the chalk faces smile
As Mrs. Death laughs
As the elevators break
As political landscapes dissolve
As the supermarket bag boy holds a college degree
As the oily fish spit out their oily prey
As the sun is masked
We are
Born like this
Into this
Into these carefully mad wars
Into the sight of broken factory windows of emptiness
Into bars where people no longer speak to each other
Into fist fights that end as shootings and knifings
Born into this
Into hospitals which are so expensive that it’s cheaper to die
Into lawyers who charge so much it’s cheaper to plead guilty
Into a country where the jails are full and the madhouses closed
Into a place where the masses elevate fools into rich heroes
Born into this
Walking and living through this
Dying because of this
Muted because of this
Castrated
Debauched
Disinherited
Because of this
Fooled by this
Used by this
Pissed on by this
Made crazy and sick by this
Made violent
Made inhuman
By this
The heart is blackened
The fingers reach for the throat
The gun
The knife
The bomb
The fingers reach toward an unresponsive god
The fingers reach for the bottle
The pill
The powder
We are born into this sorrowful deadliness
We are born into a government 60 years in debt
That soon will be unable to even pay the interest on that debt
And the banks will burn
Money will be useless
There will be open and unpunished murder in the streets
It will be guns and roving mobs
Land will be useless
Food will become a diminishing return
Nuclear power will be taken over by the many
Explosions will continually shake the earth
Radiated robot men will stalk each other
The rich and the chosen will watch from space platforms
Dante’s Inferno will be made to look like a children’s playground
The sun will not be seen and it will always be night
Trees will die
All vegetation will die
Radiated men will eat the flesh of radiated men
The sea will be poisoned
The lakes and rivers will vanish
Rain will be the new gold
The rotting bodies of men and animals will stink in the dark wind
The last few survivors will be overtaken by new and hideous diseases
And the space platforms will be destroyed by attrition
The petering out of supplies
The natural effect of general decay
And there will be the most beautiful silence never heard
Born out of that.
The sun still hidden there
Awaiting the next chapter.
Due parole sull'odierna polemica tra il ministro Sandro Bondi e Umberto Eco all'indomani della presenza di Bondi alla Milanesiana.
Per chi non ne avesse letto sui giornali di oggi, lunedì sera nell'ambito della Milanesiana al Teatro Dal Verme era in programma una serata dal titolo "La fiamma è bella", con interventi di Umberto Eco e Toni Servillo e concerto finale del pianista Antonio Ballista.
Poco prima dell'inizio arriva (più o meno a sorpresa) Sandro Bondi, che si accomoda in prima fila accanto a Umberto Eco. Il quale, sostiene Bondi (e io non posso né confermare né smentire, non avendo visto la scena), non solo non si è alzato a salutarlo, ma gli ha stretto la mano con riluttanza quasi "avesse paura di infettarsi" (parole sue). Come se non bastasse, quando poco dopo dal palco Elisabetta Sgarbi ringrazia il ministro per la presenza, dalla platea si leva un coro di fischi e di "buuuuu", accompagnati da qualche (sparuto) applauso. Per la cronaca, la sottoscritta si è astenuta sia dai fischi (in ogni caso fastidiosi) che dagli applausi (comunque immeritati). Naturalmente subito dopo la presentazione di Eco è seguita da applausi da far tremare le pareti (e idem per Servillo, naturalmente).
Apriti cielo. In un'intervista sul Giornale di oggi Bondi si dice "choccato" dall'odio manifestato da Eco nei suoi confronti e dall'atteggiamento gretto e limitato degli intellettuali di sinistra (tout court). Chi fosse interessato a leggere l'intervista completa la trova qui.
Ora, a parte il fatto che fischi, insulti e simili sono sempre atteggiamenti fastidiosi e indici di scarso rispetto nei confronti dell'altro (chiunque sia quest'altro), addirittura "choccato" signor ministro? Non le sembra di esagerare? Io non so se Eco abbia o meno stretto la mano di Bondi con fare riluttante e nel caso in cui l'abbia fatto non si può certo dire che abbia dato un esempio di buona educazione, ma da qui a farne una questione addirittura di odio (non credo che Eco odi Bondi, per dire. Perché perdere tempo su piccolezze simili) ce ne passa. Come al solito non si perde occasione per strumentalizzare ogni minimo dettaglio. Adesso proviamo a gettare fango anche su Eco, tanto per distogliere l'attenzione dalle cose davvero importanti delle quali nessuno pare voglia parlare sul serio, al di là dei soliti slogan.
Se fossi una dietrologa cinica mi verrebbe quasi il sospetto che Bondi l'abbia fatto apposta a presentarsi alla Milanesiana proprio lunedì sera...
Un giorno di ritardo. E in realtà vorrei scrivere molto di più, ma il tempo stringe.
Purtroppo non sono stata al gran finale con il concerto di Lou Reed agli Arcimboldi, ieri. Però sono stata, sempre agli Arcimboldi, lunedì, a sentire l'intervento di Umberto Eco e il concerto dei Berliner Philharmoniker. Che dire. Eco, con il suo lungo intervento intitolato "Assoluto e Relativo" è stato immenso, come suo solito. Tra l'altro si è scagliato, in modo neanche troppo velato, contro gli anti-relativisti che non distinguono tra relativismo culturale e relativismo etico, in primis il cardinale Joseph Ratzinger ("qui faccio riferimento solo a cardinali, perchè di questi tempi criticare un Papa... non si sa mai"), mettendo anche in dubbio "l'ispirazione divina" del conclave che non ha eletto al soglio pontificio il cardinal Martini. Ma a parte questo, vale proprio la pena ascoltare interventi pubblici di questo grandissimo intellettuale. Non ne fanno più, come lui.
Anche il concerto dei Berliner, comprensivo di due bis, è stato appassionante. Ammetto che temevo un po' l'esibizione di questi 12 violoncellisti tedeschi, invece non sono stata a rischio sonno nemmeno per un istante. Coinvolgenti.
Da segnalare, in apertura, uno scambio di complimenti e ringraziamenti tra Elisabetta e Vittorio Sgarbi, con Vittorio che spiegava perchè non c'è conflitto d'interessi nel fatto che il Comune di Milano, di cui lui è assessore, abbia in qualche modo finanziato la manifestazione ideata e diretta dalla sorella. Un po' funambolico, ma tutto sommato coerente e corretto (il trucco è stato: non vi diamo soldi, ma mettiamo a disposizione gli Arcimboldi e la Scala).
Cala il sipario sull'ottava edizione della Milanesiana, la prima a cui partecipo. Per quello che ho potuto vedere, sentire e percepire, una manifestazione di altissimo livello. Ce ne fossero.
Rieccomi, come promesso. E sempre più assonnata.
Come anticipavo, il titolo della serata di ieri sera (in assenza di Elisabetta Sgarbi, a Roma per lo Strega - e per inciso Fortunato è arrivato secondo, dietro al vincitore annunciato Ammaniti) era "La faccia nascosta della luna e della vita". Apre Fernanda Pivano, emozionata ed emozionante, travolta da un mare di applausi. Si muove a fatica, parla con altrettanta fatica, ma il suo discorso sull'assoluto dei poeti è stato toccante, intenso, a tratti quasi commovente. Quella donna si porta addosso la testimonianza di quasi un secolo di cultura. Alla fine della serata tra l'altro un amico che lavora nello staff mi ha portata nel backstage, a farmi fare un autografo. Io morivo di imbarazzo, mi sentivo quasi in colpa a farle fare lo sforzo di scribacchiare su un foglio. Lei però è stata molto dolce.
La serata è proseguita con la parte scientifica. Anche stavolta sul palco è salito un premio Nobel, il polacco Gunter Blobel, Nobel per la medicina nel 1999, che ha parlato della cellula come fondamento primario della vita, e quindi a suo modo assoluto. A seguire l'intervento "La luna. Assoluto e relativo" dello scienziato russo Erik Galimov, a dire il vero un po' complesso da seguire: pur con le migliori intenzioni quando si parla di isotopi, fusione dell'elio e si presentano slide con formule matematiche astrusissime alle dieci di sera, è piuttosto normale che la concentrazione venga un po' meno.
A chiudere il concerto della splendida Laurie Anderson (che tra l'altro è la compagna di Lou Reed), con una selezione di brani dal suo ultimo album Homeland. Questa donna avrà una sessantina d'anni, ma è vitalissima. Ammetto che non la conoscevo, ma mi ha colpita profondamente con la sua fusione di musica classica ed elettronica, e i suoi testi ora onirici ora polemici, e cercherò di recuperare almeno Homeland in qualche modo. Se volete visitare il suo sito internet cliccate qui.
Alla fine, sempre grazie all'amico che lavora nello staff, mi sono intrufolata al dopo teatro all'hotel Principe di Savoia. Peccato che la Anderson fosse andata a dormire, comunque mi ha fatto una strana impressione essere seduta al tavolo accanto a quello di un premio Nobel.
Lunedì andrò a sentire Umberto Eco. Intanto nel week end abbasserò il livello culturale dedicandomi ai saldi.
Primo post a tema Milanesiana. Ok, sono terribilmente in ritardo. Per motivi di lavoro e soprattutto di stanchezza non sono riuscita a scrivere nulla della prima serata alla quale ho partecipato, lo scorso mercoledì, intitolata "L'assoluto di Israele". Solo due parole per dire che Elie Wisel è un uomo fantastico che fa accapponare la pelle, e che Bernard Henry-Lévy è un meraviglioso affabulatore. Non avesse fatto il filosofo avrebbe senz'altro avuto una carriera brillante come commediante.
Ieri sera invece il tema era "L'universo a raggi X". Introduzione di Fiorenzo Galli, direttore del Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, e splendido intervento di Riccardo Giacconi, premio Nobel per la fisica nel 2002, dal titolo "L'assoluto e il relativo in astrofisica". Ammetto che non è stato facile seguire tutti i passaggi, soprattutto alla fine quando si è messo a parlare di buchi neri e di raggi X, ma l'intervento è stato gradevolissimo anche e soprattutto grazie alla straordinaria semplicità di quest'uomo, e alla sua parlata strana. Giacconi sta in America da cinquant'anni ormai (tanto per cambiare...), è cittadino americano e pare aver perso un po' dimestichezza con la sua lingua madre. In ogni caso è sempre emozionante sentir parlare personalità di tale calibro. La serata si è conclusa poi con una performance di quel folle di Filippo Timi, attore e scrittore (il suo primo romanzo, semiautobiografico, Tutt'alpiù muoio è stato pubblicato da Fandango), accompagnata da un racconto per immagini (un po' inquietante) di Sebastiano Mauri. Filippo è un personaggio sopra le righe, intensissimo. Il suo sito personale lo trovate cliccando qui.
Il titolo dell'incontro di stasera è "La faccia nascosta della luna e della vita". A domani per aggiornamenti.
Nel frattempo vi segnalo l'incontro di venerdì ("L'assoluto femmineo") con Banana Yoshimoto e Vladimir Luxuria, e quello di sabato ("La preghiera, Cristo e le donne") con Dario Fo, la scrittrice bestseller negli States Elizabeth Gilbert e concerto di Morgan.
E, naturalmente, la chiusura in grande stile martedì con il concerto di Lou Reed agli Arcimboldi (ma i biglietti credo siano ormai introvabili).
Il programma completo (comprendente anche i dibattiti mattutini e gli aperitivi con gli autori) lo trovate qui. Sorry again per lo scarso tempismo...