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sabato, 22 settembre 2007

Espiazione
regia di Joe Wright


Ieri sera, finalmente, ho visto il tanto atteso Espiazione. Ero molto curiosa, e anche un po' preoccupata: ho letto il libro alcuni anni fa, ed è subito diventato un dei miei preferiti in assoluto.
Sapevo che non sarebbe stato facile riproporre sul grande schermo il romanzo di McEwan, pieno com'è di espedienti prettamente letterari. Eppure, la scenografia di Christopher Hampton e la regia di Joe Wright (al secondo film dopo Orgoglio e pregiudizio) ci sono riusciti in modo brillante.
La storia gira intorno alle vite dei protagonisti, vittime di un singolo errore fatale, di un gesto sconsiderato della giovane Briony. Così come il romanzo, il film si suddivide in tre atti. Nel primo, dove si mettono in scena la passione di Cecelia e Robbie, parallelamente alle accuse infamanti di Briony sullo sfondo di un conflitto razziale mai veramente risolto, Wright fa un lavoro superlativo, mischiando l'ordine cronologico di alcune scene, ripetendone altre da punti di vista diversi, soffermandosi a creare effetti visivi stupendi (l'ape che sbatte sul vetro, Briony che si china lentamente a raccogliere il fermaglio della sorella, la luce accesa sulla scrivania della biblioteca). La seconda e la terza parte, che ritraggono rispettivamente il periodo della guerra e una Briony scrittrice ormai prossima alla morte
molti anni dopo, hanno uno stile più classico ma comunque d'impatto, in particolare la panoramica della spiaggia di Dunquerque, con i soldati inglesi che aspettano di essere riportati a casa.
Splendida e sensuale Keira Knightley nel ruolo di Cecelia, ma ciò che personalmente mi è più rimasto impresso sono stati gli occhi azzurri, freddi e inquietanti della giovane Briony (Saoirse Ronan) e lo sguardo del soldato semplice Robbie
(James Mac Avoy) mentre vaga sulla spiaggia di Dunquerque.
Il film rimane fedele al libro, apporta
qualche (necessaria) modifica solo al finale: il risultato è comunque efficace, ma è ben lontano dall'eguagliare la sensazione devastante che si prova leggendo le ultime pagine del romanzo.
Ciò nonostante, Espiazione è un film ambizioso, molto inglese nello stile, splendidamente diretto, con una fotografia d'impatto e quel ticchettio della macchina da scrivere a fare da colonna sonora dei momenti più salienti, difficile da dimenticare.
Un film che sarebbe un peccato non vedere.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 16:41 | link | commenti
categorie: recensioni, grande schermo e dintorni, mcewan
martedì, 12 giugno 2007

Prima notte di nozze

On Chesil Beach di Ian McEwan
Jonathan Cape, 2007
166 pagine

 
Due parole veloci sull’ultimo romanzo di Ian McEwan, On Chesil Beach (veloci solo perché come al solito il lavoro mi impedisce di dedicarci più tempo, ma le cose da dire in realtà sarebbero molte). Un romanzo breve, tutto concentrato in una serata (un po’ come il precedente, Sabato, era ambientato in una sola giornata), ma che allo stesso tempo rivive le vite e i sentimenti di questa coppia di ventenni all’inizio degli anni Sessanta. Ancora legati a uno stile di vita vecchio, Edward e Florence faticano a trovare la loro strada, e il loro amore si infrange di fronte all’imbarazzo della prima notte di nozze, ai loro errori, al loro non saper far fronte alla situazione. Molto diverso rispetto a Sabato, molto meno “chirurgico” e cinico, il romanzo affianca la tenerezza con la quale si osservano i protagonisti a un’analisi precisa del periodo storico come solo McEwan sa fare.
Non siamo certo ai livelli del secondo me inarrivabile Espiazione (non mi stancherò mai di ripeterlo, uno dei libri più belli e intensi che siano stati scritti negli ultimi anni, e non solo), ma On Chesil Beach è un romanzo delicato, che culmina in un finale dolce e nostalgico. Non succede granchè, e non si può dire che la lettura sia appassionante. Ma il continuo alternarsi tra il punto di vista maschile e quello femminile è evocativo e crea partecipazione, e le ultime pagine sono, nella loro estrema semplicità e inevitabilità, memorabili.

un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 11:24 | link | commenti (1)
categorie: parole di carta, mcewan