
I think and I think and I think. I've thought myself out of happiness one million times, but never once into it.
Jonathan Safran Foer, Extremely Loud & Incredibly Close
Ningun refugio vale de nada, pero no se puede vivir al raso.
- Se puede intentar.
- Seria meterse en un laberinto.
-En un laberinto, bueno, pero no en un castillo. Hay que elegir entre perderse y defenderse.
Carmen Martin Gaite, El cuarto de atras
Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.
Alessandro Baricco, Castelli di rabbia
Did I contradict myself? Very well then I contradict myself (I am large, I contain multitudes).
Walt Whitman, Foglie d'erba
Sono entrate nel labirinto *loading* persone
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Espiazione
Nel primo, dove si mettono in scena la passione di Cecelia e Robbie, parallelamente alle accuse infamanti di Briony sullo sfondo di un conflitto razziale mai veramente risolto, Wright fa un lavoro superlativo, mischiando l'ordine cronologico di alcune scene, ripetendone altre da punti di vista diversi, soffermandosi a creare effetti visivi stupendi (l'ape che sbatte sul vetro, Briony che si china lentamente a raccogliere il fermaglio della sorella, la luce accesa sulla scrivania della biblioteca). La seconda e la terza parte, che ritraggono rispettivamente il periodo della guerra e una Briony scrittrice ormai prossima alla morte
molti anni dopo, hanno uno stile più classico ma comunque d'impatto, in particolare la panoramica della spiaggia di Dunquerque, con i soldati inglesi che aspettano di essere riportati a casa.
qualche (necessaria) modifica solo al finale: il risultato è comunque efficace, ma è ben lontano dall'eguagliare la sensazione devastante che si prova leggendo le ultime pagine del romanzo.
On Chesil Beach di Ian McEwan
Jonathan Cape, 2007
166 pagine
Due parole veloci sull’ultimo romanzo di Ian McEwan, On Chesil Beach (veloci solo perché come al solito il lavoro mi impedisce di dedicarci più tempo, ma le cose da dire in realtà sarebbero molte). Un romanzo breve, tutto concentrato in una serata (un po’ come il precedente, Sabato, era ambientato in una sola giornata), ma che allo stesso tempo rivive le vite e i sentimenti di questa coppia di ventenni all’inizio degli anni Sessanta. Ancora legati a uno stile di vita vecchio, Edward e Florence faticano a trovare la loro strada, e il loro amore si infrange di fronte all’imbarazzo della prima notte di nozze, ai loro errori, al loro non saper far fronte alla situazione. Molto diverso rispetto a Sabato, molto meno “chirurgico” e cinico, il romanzo affianca la tenerezza con la quale si osservano i protagonisti a un’analisi precisa del periodo storico come solo McEwan sa fare.
Non siamo certo ai livelli del secondo me inarrivabile Espiazione (non mi stancherò mai di ripeterlo, uno dei libri più belli e intensi che siano stati scritti negli ultimi anni, e non solo), ma On Chesil Beach è un romanzo delicato, che culmina in un finale dolce e nostalgico. Non succede granchè, e non si può dire che la lettura sia appassionante. Ma il continuo alternarsi tra il punto di vista maschile e quello femminile è evocativo e crea partecipazione, e le ultime pagine sono, nella loro estrema semplicità e inevitabilità, memorabili.