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I think and I think and I think. I've thought myself out of happiness one million times, but never once into it.
Jonathan Safran Foer, Extremely Loud & Incredibly Close

Ningun refugio vale de nada, pero no se puede vivir al raso.
- Se puede intentar.
- Seria meterse en un laberinto.
-En un laberinto, bueno, pero no en un castillo. Hay que elegir entre perderse y defenderse.
Carmen Martin Gaite, El cuarto de atras

Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.
Alessandro Baricco, Castelli di rabbia

Did I contradict myself? Very well then I contradict myself (I am large, I contain multitudes).
Walt Whitman, Foglie d'erba

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mercoledì, 21 gennaio 2009

Stay hungry, stay foolish

Per una serie di coincidenze non esattamente liete, questa mattina mi è tornato in mente il discorso che Steve Jobs aveva tenuto il 14 giugno 2005 ai giovani neolaureati della Stanford.
Già all'epoca mi aveva colpito, e non solo perché io stessa ero una giovane neolaureata che si affacciava alla vita adulta (in un certo senso lo sto ancora facendo).
Il punto è che il discorso di Jobs tocca temi che a diversi livelli si applicano a ciascuno di noi e dice cose che spesso ci dimentichiamo, ma che dovremmo sempre avere ben chiare in mente. Riassumendo all'estremo, Jobs raccomanda ai giovani di Stanford di vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo, di non smettere mai di inseguire i propri sogni e le proprie aspirazioni, di non avere paura, di non fare qualcosa solo perché gli altri si aspettano che noi facciamo esattamente quella cosa, e non un'altra.
Jobs parla della sua esperienza e di come, alla fine, guardando indietro, tutti i puntini si uniscono e anche i momenti più bui si sono rivelati, con il senno di poi, forieri di cambiamenti importanti.
Certo, di Steve Jobs non ce ne sono tanti in giro (e chissà se tornerà al timone di Apple), ma non tutti siamo nati per cambiare il mondo dell'informatica (e quello dell'animazione). La cosa importante nel suo discorso è l'approccio, quello "stay hungry, stay foolish" che riassume un intero stile di vita.

"
you can't connect the dots looking forward; you can only connect them looking backwards. So you have to trust that the dots will somehow connect in your future. You have to trust in something — your gut, destiny, life, karma, whatever. This approach has never let me down, and it has made all the difference in my life".

"Sometimes life hits you in the head with a brick. Don't lose faith. You've got to find what you love. And that is as true for your work as it is for your lovers. Your work is going to fill a large part of your life, and the only way to be truly satisfied is to do what you believe is great work. And the only way to do great work is to love what you do. If you haven't found it yet, keep looking. Don't settle. As with all matters of the heart, you'll know when you find it. And, like any great relationship, it just gets better and better as the years roll on. So keep looking until you find it. Don't settle".

"Your time is limited, so don't waste it living someone else's life. Don't be trapped by dogma — which is living with the results of other people's thinking. Don't let the noise of others' opinions drown out your own inner voice. And most important, have the courage to follow your heart and intuition. They somehow already know what you truly want to become. Everything else is secondary".


Il discorso completo lo potete leggere cliccando qui.
E se volete vedere il video, lo trovate qui.

 
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 12:00 | link | commenti
categorie: persone, labirinti mentali
giovedì, 04 dicembre 2008

Opinioni

Ieri sera ho sentito Umberto Eco (all'inaugurazione di questa mostra qui) dire che tende a declinare gli inviti alla Prima della Scala perché poi all'uscita si ritrova sempre qualcuno con un microfono che gli chiede cosa ne pensa. E lui ha commentato: "Non lo so, cosa ne penso. Lo saprò il giorno dopo, ci devo dormire sopra".
Io ho pensato che se succede anche a Eco allora non è poi così grave che io tutte le volte che esco dal cinema o da teatro o da una mostra o da cose del genere (va bene, non proprio la prima della Scala, ma insomma...) non so mai cosa dire perché ho bisogno di tempo per pensarci.
Mi rassicura un po', questa cosa.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 10:47 | link | commenti
categorie: labirinti mentali
martedì, 30 settembre 2008

Sono sempre qui

Sì sì, lo so che mi sono eclissata. Che non mi faccio viva da queste parti da parecchio tempo. Un po', lo ammetto, sono caduta nella spirale di Facebook. Si perde un sacco di tempo a farsi i fatti degli altri, dopo tutto.
Un po' sono stata in altre faccende affaccendata, e non sempre del tutto gradevoli. Niente di grave, per carità, ma quando la mia autostima raggiunge i livelli di guardia (vale a dire scende sotto lo zero virgola uno consueto) mi passa anche la voglia di scrivere. Tanto, penso, non interessa a nessuno.
E adesso eccomi di ritorno, e prometto ai miei cinque lettori di essere più presente, più costante, più.
Che poi sono i soliti buoni propositi, come quelli che affollano la mia testolina in questo momento: ho una lista mentale di cose che vorrei fare a breve impossibile da mettere in pratica anche avendo le giornate di 48 ore (o essendo un cyborg, in alternativa). Credo si chiami "reazione": pensa a mille cose pratiche così non hai tempo di pensare ad altro. Funziona, comunque. Almeno per un po'.
Tra i buoni propositi c'è appunto quello di far riprendere vita a questo blog, magari cambiando finalmente la grafica (che mi ha stancato). Ma per questo c'è bisogno che mi riattivino la linea di Fastweb (morta da una settimana, e non si sa il perché).
Chi vivrà vedrà.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 12:11 | link | commenti (2)
categorie: labirinti mentali, autoreferenzialitĂ 
lunedì, 16 giugno 2008

Di un film, di un libro e di altre cose

Complice il tempo novembrino, nel fine settimana ho nell'ordine finito di leggere un libro e visto un film. Partiamo dal film, l'ultimo di M. Night Shyamalan, E venne il giorno. Poche parole perché non è che ne meriti poi più di tante. C'è un sottile e costante senso di ansia, e alcune scene sono costruite ad hoc per far crescere la tensione (vogliamo parlare della vecchietta?), ma tutto sommato siamo lontani anni luce dal Sesto senso, la trama è un po' tirata per le orecchie (anche se non manca di una sua originalità) e il finale è un po' stucchevole. Cioè, sarebbe stato un gran bel finale se si fosse fermato 5 minuti prima. L'abbraccio in mezzo al prato con il vento che va scemando. Bello. Alla fine gli diamo la sufficienza.
Il libro che ho finito di leggere invece è Giulietta Squeenz, di Pulsatilla. Non ho letto La ballata delle prugne secche, quindi non sono in grado di fare confronti e di esprimere giudizi comparati, però Giulietta mi è piaciuto. E' un libro leggero e ironico che nasconde anche una sua drammaticità. E siccome la protagonista è praticamente una mia coetanea, in fin dei conti non è difficile ritrovarsi in alcuni dei suoi problemi, in alcune delle sue riflessioni. Pur con tutte le differenze del caso. Un tratto fra tutti, quell'incapacità di amare, o meglio quell'incapacità di esternare i propri sentimenti per paura di non essere amati abbastanza. E la contraddizione di amare la solitudine e di aver paura di restare da soli (che poi non è proprio una contraddizione. La solitudine è una scelta, il restare da soli no, per dire). Insomma, un libro che mi ha fatto tanto sorridere, ma alcuni di questi sorrisi erano malinconici e un poco amari.
E poi nel week end ho cercato di evitare come la peste l'istinto di lanciarmi negli inevitabili bilanci che ogni compleanno porta con sè, e ci sono riuscita solo in parte. Complici il mal tempo persistente e una discreta dose di autolesionismo (altrimenti detto: stupidità), l'umore da queste parti non è che sia proprio dei migliori. Sarebbe il caso di prendere finalmente coscienza di alcune cose (sul serio però, mica come ho fatto fino ad ora), di smetterla di raccontarmela e di appigliarmi a dettagli minuscolissimi che vedo peraltro solo io. Non so, in teoria non dovrebbe essere poi tanto difficile.
domenica, 25 novembre 2007

Work in progress

Be' insomma, mi ero stancata del nero. A dire il vero questa nuova versione è molto molto imperfetta. Abbiate pazienza, ma l'ho messa insieme in mezz'ora. Avrei voglia di studiare una nuova intestazione e un formato tutto diverso. Ma a questo punto forse prima mi conviene cambiare piattaforma. Non so, ci penserò un po' su. Intanto tenete presente che questo blog è decisamente in fase di rinnovamento...
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 14:33 | link | commenti
categorie: labirinti mentali, announcements
venerdì, 08 giugno 2007

Un ritornello

No abuses de mi inspiración,
no acuses a mi corazón
tan maltrecho y ajado
que está cerrado por derribo.
Por las arrugas de mi voz
se filtra la desolación
de saber que estos son
los últimos versos que te escribo,
para decir "condios" a los dos
nos sobran los motivos.

un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 11:41 | link | commenti
categorie: musica, labirinti mentali