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Le Frasi

I think and I think and I think. I've thought myself out of happiness one million times, but never once into it.
Jonathan Safran Foer, Extremely Loud & Incredibly Close

Ningun refugio vale de nada, pero no se puede vivir al raso.
- Se puede intentar.
- Seria meterse en un laberinto.
-En un laberinto, bueno, pero no en un castillo. Hay que elegir entre perderse y defenderse.
Carmen Martin Gaite, El cuarto de atras

Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.
Alessandro Baricco, Castelli di rabbia

Did I contradict myself? Very well then I contradict myself (I am large, I contain multitudes).
Walt Whitman, Foglie d'erba

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martedì, 21 aprile 2009

Sotto la pioggia

Questa fotografia di Damon Winter, fotografo del New York Times che ha seguito la campagna elettorale di Obama, ha vinto il premio Pulitzer per la fotografia documentaristica.

un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 09:10 | link | commenti
categorie: fotografie
martedì, 14 agosto 2007

Di nuovo qui

P1010729Già, una settimana passa in fretta, e io sono di nuovo a casa... Magari nei prossimi giorni racconterò qualcosa di Tenerife, per il momento basti sapere che mi sono un pochino abbronzata (quel tanto possibile per i miei standard...), mi sono abbastanza rilassata (sarebbe bello poter andare in vacanza anche da se stessi, ma questo è un altro discorso), ho camminato un sacco e nonostante questo sono ingrassata di due chili e mezzo, accidenti.
Una selezione di fotografie è visibile alla mia pagina di Facebook. Cercherò di mettere il link qui prossimamente, anzi, farò un riassuntino di tutti i luoghi web 2.0 dove mi potete trovare (anche se non sono molti e la maggior parte li uso solo a livello elementare).
Sempre nei prossimi giorni posterò due parole sugli ultimi libri che ho letto in questa settimana. Tra l'altro oggi ho ricominciato a leggere per lavoro. Ma vediamo come va.
Ultima cosa, che non c'entra nulla: sempre grazie a Facebook sono tornata in contatto con un mio amico di Columbia-Missouri, dopo che non lo sentivo da ben quattro anni. Potere di internet!
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 21:14 | link | commenti
categorie: viaggi, vacanze, fotografie
martedì, 08 maggio 2007

À Paris…

Tour eiffelPer il ponte del Primo Maggio ho trascorso tre giorni a Parigi.
Ora, non è che mi voglio mettere a descrivere quello che abbiamo o non abbiamo fatto; quello che abbiamo o non abbiamo visto.
Voglio solo dire che era la prima volta che visitavo la capitale francese, e ne sono tornata con una serie di ottime impressioni (forse complice anche il tempo strepitoso che abbiamo trovato…).
Dunque. A Parigi, così come a Londra, si respira un’atmosfera particolare. P1010365Sono città stupende quelle che ti consentono di sentirti
perfettamente a tuo agio dopo cinque minuti che ci hai messo piede. Voglio dire, pure Milano è una metropoli, ma non è così. Lasciamo stare i monumenti di Parigi (o Londra) che mancano a Milano: è proprio l’atmosfera ad essere diversa.
D’accordo, io ci sono stata in un periodo di ponte e quindi di vacanza. Ma le persone rilassate che si mangiano le crepes al tavolino di un bar, i bambini che, complice il gran caldo, fanno il bagno nella fontana del T
P1010255rocadero, le ragazze che girano con grosse borse di paglia con dentro la spesa (molto anni 50, tra l’altro)… non so, sono tutte cose che mi hanno molto affascinata.
E poi la Senna, e quei ponti… è vero, si parla tanto della grandeur francese, e con tutte le ragioni. E pensare che a me i francesi nemmeno stavano tanto simpatici. E invece io ho trovato, salvo qualche rara eccezione (una, per la verità), persone estremamente carine, gentili e divertenti. Ho respirato un’atmosfera molto piacevole, un melting pot ben diverso rispetto a quello londinese ma comunque evidente. Con l’aggiunta di trovarci lì nel week end di
P1010357 intermezzo tra il primo turno delle presidenziali e il ballottaggio finale tra il gollista Nicolas Sarkozy e la socialista Ségolène Royal.Si respirava anche questo, tra i titoli dei giornali e le scritte sui muri. Un bel duello appassionante.Ecco, il fatto è che, come quando sono tornata da Londra (e pure da Barcellona), mi è presa una voglia immensa di andare a vivere per un po’ in una città così. Non per sempre: un anno, forse due. E lo so che non è tutto oro quello che luccica, che poi vivendoci realmente ti accorgi di tutto quello che non va. Lo so bene. Però, ecco. Mi piacerebbe accorgermene con l’esperienza.

un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 13:09 | link | commenti
categorie: viaggi, fotografie
mercoledì, 21 febbraio 2007

Vi regalo una foto (e due parole sul soggetto)

GaelCosì, per inaugurare bene la nuova versione del blog, vi regalo (e soprattutto mi regalo) questa bella foto di Gael Garcia Bernal, attualmente al cinema con L'arte del sogno di Michel Gondry (che, per inciso, consiglio a tutti coloro che amano i sogni, i colori, la semplicità, e un po' di sano surrealismo. E soprattutto a tutti coloro che non si aspettano necessariamente una trama lineare e comprensibile).
Messicano, classe 1978, a 17 anni Gael si trasferisce a Londra, dove studia alla Central School of Speach and Drama. Tornato in Messico, interpreta i suoi primi ruoli importanti diretto dai due registi che oggi rappresentano la "new wave" messicana: Amores Perros (2000) di Alejandro Gonzáles Iñárritu e Y tu mamá también (2001) di Alfonso Cuaron. A questi seguono altri ruoli in vari film messicani (io lo adoro in El crimen del Padre Amaro, di Carlos Carrera, anno 2002), ma è nel ruolo del giovane Che Guevara nei Diari della motocicletta (2004) di Walter Salles che Gael si fa conoscere al grande pubblico. Successo a cui fa seguito il ruolo importante e impegnativo del protagonista di La mala educacion (2004) di Pedro Almodovar. Da qui in avanti Gael è richiestissimo. Nel 2006 lo vediamo in due pellicole: nell'intricato e lodato Babel, di nuovo sotto la direzione di Iñárritu, e nel già citato L'arte del sogno. Nel frattempo Gael riesce a dedicarsi anche al teatro (interpreta Bodas de sangre di Federico Garcia Lorca al teatro Almeida di Londra) e alla regia: nel 2007 uscirà il suo Déficit, del quale è anche interprete, dove emerge la sua attenzione per i problemi sociali messicani.
Piccolo (un metro e sessantacinque scarsi), minuto, ma con un viso in grado di comunicare qualsiasi cosa, Gael è uno dei volti nuovi da tenere assolutamente d'occhio.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 16:24 | link | commenti
categorie: fotografie, grande schermo e dintorni