
I think and I think and I think. I've thought myself out of happiness one million times, but never once into it.
Jonathan Safran Foer, Extremely Loud & Incredibly Close
Ningun refugio vale de nada, pero no se puede vivir al raso.
- Se puede intentar.
- Seria meterse en un laberinto.
-En un laberinto, bueno, pero no en un castillo. Hay que elegir entre perderse y defenderse.
Carmen Martin Gaite, El cuarto de atras
Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.
Alessandro Baricco, Castelli di rabbia
Did I contradict myself? Very well then I contradict myself (I am large, I contain multitudes).
Walt Whitman, Foglie d'erba
Sono entrate nel labirinto *loading* persone
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Prima di parlare del film, due parole sulla “presunta” fuga di notizie sulla conclusione dell’ultimo libro della serie. Chissà se è vero (e se è vero, tanto valeva spendere miliardi per proteggere la sicurezza del testo), o se invece è solo un’abilissima mossa pubblicitaria per far lievitare ulteriormente le vendite (come se ce ne fosse bisogno, visto che con due milioni di prenotazioni online sono stati polverizzati tutti i record precedenti). Ormai manca pochissimo, e lo scopriremo. Oltretutto non capisco questa smodata curiosità: personalmente, mi gusto l’attesa.
Ma parliamo del film. Il quinto libro della serie, quando l’avevo letto, mi era sembrato decisamente più cupo degli altri, e sinceramente un po’ duro da digerire, con la morte di Sirius Black che mi aveva strappato qualche lacrima (e questo perché ancora non era arrivato il sesto capitolo della serie…). Il film condensa in poco più di due ore un romanzo che supera le seicento pagine. È ovvio che si perda qualcosa. In particolare, mi ero gustata molto di più sulla carta stampata il personaggio di Dolores Unbridge, ancora più odiosa ed irritante di quanto appaia nel film. Anche i conflitti interni dell’ormai adolescente Harry risultano un po’ appiattiti, restituendoci un personaggio meno sfaccettato del previsto. Naturalmente, il film enfatizza invece tutta la parte spettacolare, con ottimi effetti speciali, decisamente tendendi al dark (e – per inciso – questo non è un film per bambini) e molto gradevoli. Altro neo che devo sottolineare, la sbrigatività con la quale è trattata la morte di Black, che nel libro è fonte di maggiore tensione emotiva.
Insomma, un film ben fatto, piacevole, ma che deve essere solo affiancato alla lettura del libro. In questo come nella maggior parte dei casi, la carta stampata dona sempre qualcosa che nemmeno il migliore dei film può dare.

Tra questi, un simpatico giochetto che si chiama Crossing the Wall: estremamente sciocco, ma è una piccola droga... Il sito è davvero ben fatto, comunque, e merita una visita: www.stardustmovie.com (tra l'altro, segnalo la bellissima frase con la quale ci accoglie la voce in apertura). 


Mentre aspettano con impazienza il testo, i fan si affannano a individuare possibili dettagli che svelino retroscena della trama.
Negli States è in lavorazione il film tratto da Stardust, delizioso romanzo fantasy di Neil Gaiman. Io l’ho letto quasi per caso, un paio d’anni fa, preso in libreria per pura curiosità dopo aver visto Gaiman a una conferenza a Bologna ed essermi innamorata di lui (in quell’occasione mi ha addirittura rivolto
Il film, diretto da Matthew Vaughn e distribuito dalla Paramount, presenta un cast di tutto rispetto: Claire Danes, Robert De Niro, Michelle Pfeiffer, Sienna Miller e Charlie Cox. Niente male, insomma. C’è persino Peter O’Toole. Gaiman figura nei credits tanto come sceneggiatore che come produttore. L’uscita prevista è per il 10 agosto, e chissà quanto ci metterà ad arrivare in Italia. Nel frattempo però si può vedere il primo trailer originale. E per chi fosse interessato esiste anche il sito web ufficiale: .http://www.stardustmovie.com.