Bottoni

 Follow me!

Add to netvibes

Le mie tumblrerate

Le Frasi

I think and I think and I think. I've thought myself out of happiness one million times, but never once into it.
Jonathan Safran Foer, Extremely Loud & Incredibly Close

Ningun refugio vale de nada, pero no se puede vivir al raso.
- Se puede intentar.
- Seria meterse en un laberinto.
-En un laberinto, bueno, pero no en un castillo. Hay que elegir entre perderse y defenderse.
Carmen Martin Gaite, El cuarto de atras

Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.
Alessandro Baricco, Castelli di rabbia

Did I contradict myself? Very well then I contradict myself (I am large, I contain multitudes).
Walt Whitman, Foglie d'erba

About me

Contatore

Sono entrate nel labirinto *loading* persone

Feeds

Powered by Splinder

Some Rights Reserved

Pictures of me (e anche no)

www.flickr.com
Questo è un badge Flickr che mostra le foto pubbliche di blackcoraline. Crea il tuo badge qui.

Sul comodino






venerdì, 09 ottobre 2009

Premi

Il Premio Nobel per la Pace 2009 è stato assegnato a Barack Obama, l'annuncio è di poche ore fa e come prevedibile sta suscitando reazioni opposte: chi si dice favorevole, chi si dice contrario, qualcuno gioisce e qualcuno si indigna.
Io? Beh, io ho "tifato" per Obama ai tempi delle elezioni primarie americane, e poi naturalmente alle presidenziali. Non sono americana, non vado negli States da un secolo e non ho certo modo di poter valutare con attenzione e precisione il suo operato, ma ritengo che il premio sia tutto sommato giusto. Non tanto per quello che Obama ha avuto modo di fare nel brevissimo tempo trascorso dalla sua elezione, ma per quello che la sua elezione ha rappresentato e ancora rappresenta.

In quanto invece al Premio Nobel per la Letteratura a Herta Mueller... alzi la mano chi ha letto qualcosa di suo nella vita. O anche solo chi l'ha sentita nominare prima di ieri (no, voi che lavorate in editoria non fate testo, non vale). Magari poi è anche bravissima e il premio è meritatissimo, eh.
Ma, chessò, un Philip Roth, mai?
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 12:00 | link | commenti
categorie: editoria, attualità
domenica, 06 settembre 2009

Ecco, se per caso avete sorelle, cugine, nipoti, amiche, parenti varie adolescenti o giù di lì, e avete voglia di fargli un regalo, vi consiglio questo librino qui accanto. Al di là della pubblicità interessata e neanche tanto occulta che sto cercando di fare, è un romanzo allegro e divertente. Ha appassionato anche me, che adolescente non sono più da un pezzo...
Scommetto che Amy vi piacerà.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 12:06 | link | commenti (2)
categorie: editoria, parole di carta, autoreferenzialità
martedì, 05 maggio 2009

Print it yourself

In Inghilterra lanciano la prima Espresso Book Machine, che stampa (fino a 105 pagine al minuto) e rilega (con tanto di copertina a colori) libri su richiesta.
Attualmente sono disponibili più di 400.000 titoli, che entro la fine del mese diventeranno più di un milione.


un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 11:50 | link | commenti
categorie: editoria
giovedì, 05 marzo 2009

Informazione di servizio

Sul sito di Bompiani è stato attivato un mini-sito dedicato a Flavio Soriga. Ancora in fase di aggiornamento, ma intanto è lì.
Cioè, qui: http://rcslibri.corriere.it/bompiani/_minisiti/soriga/
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 10:56 | link | commenti
categorie: editoria, persone, parole di carta, announcements
domenica, 23 dicembre 2007

Non è ora di modernizzare questa traduzione?

Allora, ho appena finito di leggere Per chi suona la campana, di Hemingway. Avevo adorato il suo Addio alle armi, un po' meno Il vecchio e il mare. Ma questa è stata una lettura sofferta, e molto. Più volte ho avuto la tentazione di scagliare il libro dal finestrino del treno. E la colpa non è certo del povero Hemingway. Anzi, prima o poi mi comprerò il romanzo nell'originale inglese, e almeno non mi dovrò leggere "gli spagnuoli" ogni qualche riga, e altre amenità del genere. Ora, io capisco che il libro è uscito per la prima volta nel 1945. Ma nel frattempo ha continuato a vendere, e oggi è considerato uno dei classici contemporanei. Non è il caso di investire le pochissime migliaia di euro necessarie, e svecchiare un po' la traduzione? Credetemi, è irritante. E' irritante leggere che Robert Jordan va "su pel pendio". Oppure sentirgli dire a se stesso: "Hai ricevuto degli ordini. Eseguiscili". Per non parlare dei numerosi refusi. Va bene che si tratta di un'edizione economica (e andrò comunque a dare un'occhiata a come è messo il Meridiano), ma insomma non si tratta così uno dei romanzi più importanti del Novecento.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 14:58 | link | commenti
categorie: editoria, parole di carta
venerdì, 21 dicembre 2007

Meet the Jackal

Su Portfolio.com è comparsa nei giorni scorsa una lunga (18 pagine!) intervista a Andrew Wylie, l'Agente Letterario, con la A e la L maiuscole. Il Signor Wylie non a caso è noto nel mondo editoriale con una serie di piacevoli soprannomi: oltre allo "sciacallo" di cui sopra, ci si riferisce a lui come "il pazzo diabolico", "il predatore dagli occhi di ghiaccio" e più semplicemente "il mostro". Niente male. Leggendo l'intervista scopro che Mr Wylie ha un passato turbolento: dopo aver studiato letteratura francese ad Harvard, ha avuto qualche anno di vita sregolata, frequentando tra l'altro anche Andy Warhol. Poi, ormai sulla trentina, è entrato nel business (se così si può chiamare) editoriale. Oggi la Wylie Agency ha una sede a New York e una a Londra e rappresenta più di 600 autori, tra i quali, giusto per fare qualche nome, Salman Rushdie, Saul Bellow, Norman Mailer, Susan Sontag, Philip Roth, Jorge Luis Borges, Italo Calvino eccetera eccetera. Quello che differenzia Wylie dai concorrenti è, oltre il fatto di essere assolutamente spietato quando si tratta d'affari, il suo essere snob. Tra i suoi clienti ci sono quasi esclusivamente autori di alto livello letterario. E non si esime certo dal sottolinearlo, definendo "scrittori falliti" gli autori di best seller, che a suo giudizio hanno sì successo commerciale ma scrivono male.
Quello che risalta dall'intervista è la lungimiranza, e il modo di lavorare di Wylie: la scelta di autori di alto livello non è casuale: hanno meno successo immediato, ma alla lunga vendono di più. Lui punta sulla qualità, insomma, che resisterà alla prova del tempo. E lo fa con passione, e, parole sue, "alla passione è difficile resistere". Ecco come convince gli editori a pagare anticipi stratosferici agli autori che rappresenta (per inciso, lui si prende il 15%). La chiave del successo è quindi la passione, unita a uno studio rigoroso del mercato americano e di quello internazionale. Niente è lasciato al caso.
L'intervista offre aneddoti gustosi, e qualche sorpresa: l'elitario Wylie è un fan appassionato di Amazon, che sostiene fin dalla sua nascita. E si capisce perchè: essendo contro la logica delle grandi catene di librerie (che mettendo in risalto solo i grandi best seller commerciali hanno ampiamente contribuito all'abbassamento di livello dell'offerta), non può che apprezzare uno strumento che presenta di ciascun libro una sola copia: parità assoluta, e in questo modo si valorizza la qualità nel tempo.
Sarà anche uno sciacallo, ma Andrew Wylie nel suo campo è il migliore in assoluto.
E per chi fosse curioso, ecco lo sciacallo:
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 12:31 | link | commenti
categorie: interviste, editoria, parole di carta