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-En un laberinto, bueno, pero no en un castillo. Hay que elegir entre perderse y defenderse.
Carmen Martin Gaite, El cuarto de atras

Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.
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giovedì, 02 ottobre 2008

Ancora sui Coldplay

Copioincollo il post di Luca Sofri su Wittgenstein, dove parla del concerto dei Coldplay. Condivido parola per parola (e si tratta di una fonte decisamente più autorevole rispetto alla sottoscritta).

“Ooo-ò o-oò-o…”. Ieri mattina in giro per Milano era come quando entri ed esci da bar, negozi e uffici, e tutte la radio sono sintonizzate sulla stessa stazione. Solo che funzionava con le persone, e ti lasciavi alle spalle qualcuno, o incrociavi un altro sul marciapiede, o salutavi un amico, e tutti stavano canticchiando: “Ooo-ò oo-oo…”.
Erano stati al concerto dei Coldplay.
E sapete com’erano? Contenti. Di buonumore. Il concerto dei Coldplay ha messo di buonumore. Certo, a volerla dire tutta hanno notato in parecchi la sua brevità, e i reduci di altre occasioni sostengono che Chris Martin fosse un po’ appannato. Ma la verità è che i Coldplay sono un grande baraccone da concerto, con tutto quell’accatastarsi di suoni e arrangiamenti enfatici che riempiono una serata ancora più di quanto funzionino in un disco.
Come mai i Coldplay hanno sbancato, quest’anno? Intanto perché sono bravi e hanno occupato uno spazio in cui c’era una domanda forte di una superband orecchiabile senza essere svenevole, e presentabile senza essere difficile: i rimpiazzi degli U2 per la generazione seguente, con proporzionato addolcimento di toni musicali e lirici. Certo, lui è carino, ha la moglie carina e sono stati promossi con super investimenti ormai rarissimi in un mercato discografico con la cinghia stretta. Ma sarebbe riduttivo chiuderla lì, e superficiale. Quella cosa lì, rock orchestrato e melodioso, la sanno fare bene. Poi chiedete a un non fan di dirvi il titolo di una canzone famosa dei Coldplay, e farà molta fatica. Benché nell’ultimo disco emergano la meravigliosa e appiccicosissima “Viva la vida”, e i suoi archi (imparati dalle invenzioni di un’altra popband inglese, i Divine Comedy). “Ooo-ò o-oò-o…”.
E poi sanno fare quelle cose che gli inglesi chiamano “anthems”, inni. Ovvero quelle canzoni che si cantano in coro a squarciagola come se si andasse a conquistare il mondo, su un ritmo quasi militare di batteria, e che in concerto funzionano straordinariamente, anche nelle date italiane di questi giorni. Tutti a sollevare le braccia e a cantare contenti. Di buonumore.
Quando ricapita, di questi tempi?
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 10:18 | link | commenti
categorie: concerti
mercoledì, 01 ottobre 2008

... and they were all yellow

Ieri sera come molti sanno sono stata al concerto dei Coldplay al Dutchforum. Per la seconda volta: la prima era stata nel 2005 (e per inciso mi sembrano passati 10 anni invece di 3 considerando tutte le cose che nel frattempo sono cambiate).
Chris Martin ha tagliato quei riccioli adorabili che aveva la volta scorsa (ma resta comunque il prototipo del mio uomo ideale), ma come sempre si è scatenato sul palco e... sugli spalti, dove a un certo punto tutto il gruppo è comparso (con infarto di quelli che stavano seduti in zona, immagino) per cantare The Scientist.
Scaletta ottima, si parte con Violet Hill, si alternano un po' di pezzi dal nuovo album ai grandi successi, chiudendo con Yellow. Bello anche il contesto, con giochi di luci e colori, senza esagerare con gli effetti speciali. Belle, bellissime le farfalle colorate di carta che piovono dal cielo. E naturalmente brividi lungo la schiena (mia) durante Fix You. Nello stesso identico modo di tre anni fa. Certe cose non cambiano.
When you try your best but you don't succeed
When you get what you want but not what you need
When you feel so tired but you can't sleep
Stuck in reverse

And the tears come streaming down your face
When you lose something you can't replace
When you love someone but it goes to waste
Could it be worse?

Lights will guide you home
And ignite your bones
And I will try to fix you

un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 17:43 | link | commenti (1)
categorie: musica, concerti
lunedì, 14 luglio 2008

Maltempo

Tanto per cambiare. Le previsioni meteo dicono che venerdì pioverà. Ma attenzione, non tutto il giorno. No, no. Solo la sera, più o meno a partire dalle 20. Giusto in tempo per il secondo concerto bagnato della stagione (quello dei Subsonica). Se poi piove anche il 26 per quello dei REM, facciamo punteggio pieno.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 15:07 | link | commenti (2)
categorie: concerti
mercoledì, 18 giugno 2008

RADIOHEAD!!!

Io amo Thom Yorke.
Con questa originale (e poco condivisa) premessa, inizio il racconto della stupenda serata di ieri, della quale già avete avuto un piccolo assaggio.
Il tempo, come si sa, non era dei migliori. Per tutto il giorno ho sperato che la pioggia si sfogasse, se proprio doveva, nel pomeriggio e ci lasciasse seguire il concerto asciutti e felici. Ma all'uscita dell'ufficio il cielo non lasciava prevedere nulla di buono, e infatti siamo partiti già abbigliati con pratici k-way. Arrivo in zona Parco Sempione, e prima botta di culo della serata: un'auto lascia libero il parcheggio perfetto. Manco a dirlo, appena il tempo di scendere dalla macchina e arriva il giusto contrappasso: un diluvio che più diluvio non si può. La (furbissima) sottoscritta infila la borsa sotto il k-way, non senza prima avere avuto l'accortezza di togliere la busta con la prenotazione dei biglietti per averla a portata di mano al momento opportuno. Partiamo spediti sotto una pioggia torrenziale alla volta del botteghino per il ritiro. Siamo quasi arrivati quando all'improvviso mi rendo conto che mi manca qualcosa. Il foglio della prenotazione! Ricostruisco rapidamente gli eventi: mentre tentavo di infilare la borsa al riparo del k-way, la busta dev'essermi caduta. In preda al panico più totale, faccio dietro front e comincio a correre a perdifiato alla volta della macchina. Naturalmente incurante della pioggia. La busta è lì, in terra. Trionfante, la raccolgo e torno dagli altri. Ma i miei valori vitali sono un pochetto sballati. Comunque, tutto è bene quel che finisce bene, mangiamo (mezza piadina), ritiriamo i biglietti e prendiamo posto. Il concerto dovrebbe iniziare alle 20.45 (proprio come Italia-Francia), alle 21.10 si spengono i riflettori, partono le ovazioni del pubblico, si comincia. Thom Yorke e soci partono con "15 step" e poi è tutto un susseguirsi di musica, parole, urla, salti. Lui sul palco è un folletto, peccato essere così lontani e non poterselo gustare al meglio. Intanto il passaparola ci informa del primo gol dell'Italia contro la Francia. Olanda e Romania stanno ancora sullo zero a zero. Nella mia mente comincia a profilarsi l'idea della serata perfetta. Ma è ancora presto e caccio indietro il pensiero. Mentre Thom si scatena sul palco un po' di persone cercano di scavalcare i cancelli delle tribune per andare sul prato e vengono cacciati indietro in malo modo dalle guardie. Qualcuno sotto il palco fa qualcosa che irrita Thom, che interrompe per un attimo la sua esibizione. Chissà cos'è successo. Le tremanti riprese fatte con il mio cellulare non permettono di fare luce sull'accaduto. Intanto il passaparola porta altre belle notizie: Italia 2 Francia 0. E' tutto perfetto, non piove nemmeno più. Quando inaspettata arriva "Karma Police" la notizia della qualificazione azzurra è già una certezza. Io mi cullo beata ed emozionata sulle note di questo capolavoro. Dal vivo è ancora più bella. Poco dopo i Radiohead si prendono un attimo di tregua, e quando tornano sul palco parte un piccolo fuori programma. Thom annuncia i risultati delle partite. E tutti i presenti esultano. Io lo sapevo che sarebbe stata la serata perfetta. Lo sapevo.
Chiusura in grandissimo stile con "Idioteque", poi si accendono i riflettori, la gente comincia lentamente a uscire, io fisso il palco, e vorrei che non fosse già tutto finito.
Torno a casa stanca, indolenzita, bagnata, affamata e infangata. E felice, tanto felice.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 13:44 | link | commenti
categorie: concerti, autoreferenzialitĂ 
martedì, 17 giugno 2008

Pensierini prima di andare a dormire


E' stata una giornata intensa. Ma soprattutto è stata una serata perfetta. Ho ancora l'adrenalina in circolo, nonostante la stanchezza, nonostante tutta l'acqua che ho preso. Ma l'acquazzone si è interrotto giusto in tempo per l'inizio del concerto dei Radiohead, tanto agognato e poi conquistato per il rotto della cuffia quando ormai non ci speravo più. E intanto una porzione di pensieri e un pezzettino di cuore erano altrove, alla partita Italia-Francia che manco a farlo apposta era proprio contemporanea. La partita sapete tutti com'è finita. Però volete mettere la soddisfazione di sentirvelo urlare dal palco da Thom Yorke, pochi istanti dopo che ha finito di cantare Karma Police? Volete mettere? Beh, adesso devo raccogliere le idee e soprattutto devo andare a dormire perché anche quella di domani sarà una lunga giornata. Domani però posterò un resoconto "vissuto" del concerto (compresi i 5 minuti di terrore quando temevo di aver perso la mail per il ritiro del tanto sospirato biglietto).
Per ora buonanotte........
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 23:41 | link | commenti
categorie: concerti, autoreferenzialitĂ 
venerdì, 22 giugno 2007

E' tutto un equilibrio sopra la follia...


Eravamo 72mila, dicono.
Il colpo d'occhio a San Siro era di quelli da togliere il fiato.
E Vasco è sempre Vasco... adrenalina pura, come solo lui sa fare.
Peccato solo per l'assenza di Senza Parole dalla scaletta...
Ma per il resto, perfetto.

un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 11:11 | link | commenti
categorie: concerti
domenica, 03 giugno 2007

(Not an) ordinary day

f-doloresoriordanLo scorso giovedì, in chiusura a una giornata totalmente da dimenticare, sono andata al concerto di Dolores O' Riordan all'Alcatraz. E meno male che il biglietto l'avevo comprato un paio di mesi fa, altrimenti con l'entusiasmo che avevo in giornata avrei senz'altro deciso di restare a casa.
Invece ci voleva, eccome. Dolores è assolutamente fantastica. Così come nel concerto del tour di Wake up and smell the coffee, nel lontano 2002, ha cantanto, urlato, saltato sul palco, e la sua voce ha tenuto magnificamente. Ogni volta mi stupisco, e mi chiedo come possa una persona avere una voce del genere.
Tra l'altro, ottima l'idea di alternare alle nuove canzoni i grandi successi dei Cranberries, che scaldavano l'ambiente e sono stati cantati a squarciagola da tutto il pubblico.
Le canzoni dell'album nuovo poi cantate dal vivo hanno guadagnato moltissimo in intensità e spessore, soprattutto quelle più complesse dal punto di vista strumentale, come Human Spirit e In the Garden.
Insomma, ne valeva decisamente la pena.
Per quanto mi riguarda, sentitissime tutte le canzoni vecchie, in particolare la solita Dreams (se avesse cantato Daffodil Lament sarei entrata in fibrillazione, senza dubbio. Ma ovviamente non è canzone che si possa proporre dal vivo).
Particolarmente sentita, per ragioni strettamente contingenti, Loser, dal nuovo album:

I'm sick and tired of people like you
You think you're clever but you haven't a clue
(what can you do?)

A two watt light bulb is brighter than you
I'm sick and tired of people like you

You want it, you got it
Come take it, it's over here
You want it, you got it
Come take it, is that not clear?
You want it, you got it
Come take it, I'll do it for you
You want it, you got it
Come take it, just cross the line

The moral of the adventure is this
Take me for granted you are taking the piss
(Who love is this?)

I'd rather wind up with nothing at all
Than take a loser like you through it all

You want it, you got it
Come take it, it's over here
You want it, you got it
Come take it, is that not clear?
You want it, you got it
Come take it, I'll do it for you
You want it, you got it
Come take it, just cross the line

Cross the line

Why loser, why?
Die Loser, die.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 11:48 | link | commenti
categorie: musica, concerti
sabato, 24 marzo 2007

Something unusual, something strange, comes from nothing at all

Sì, lo so, sono in ritardo di quasi una settimana. E' che le cose belle devono sedimentare, essere gustate, elaborate... No, va bene, lo ammetto: non ho avuto tempo. E se devo essere sincera non ne avrei nemmeno ora, di tempo. Però non potevo proprio non dedicare almeno qualche riga al concerto di Damien Rice domenica scorsa a Milano, se non altro almeno per rispetto nei confronti di chi a quel concerto non è riuscito a entrare (vero, Stefano?).
Comunque, davvero un'ottima serata. In realtà il ragazzo si fa un po' attendere, ma poi, pronti via, e si comincia inaspettatamente con Cannonball, canzone senza dubbio conosciuta  da tutto l'eterogeneo pubblico in sala. Damien è davvero bravo. Il pubblico nemmeno canta con lui, tutti sono rapiti e ascoltano in religioso silenzio. Il concerto prosegue alternando le canzoni dei suoi due album, nessuna tra le più belle manca all'appello. Un'esecuzione perfetta dopo l'altra, quasi tutte chiuse in chiave elettronica, giocando con i suoni distorti della chitarra e della sua stessa voce. Tra tutte, segnalerei una versione pazzesca di Amie. Da togliere il fiato. The Blower's Daughter, la mia preferita, una delle pochissime canzoni che mi fanno correre un brivido lungo la schiena tutte le volte che le ascolto (l'altra è Daffodil Lament dei Cranberries), arriva quasi in chiusura. Accolta da un'autentica ovazione, è semplicemente perfetta. Damien è un artista raffinato, e il mio timore era che fosse anche un po' sulle sue. Invece, oltre che bravo e bello, si scopre che il ragazzo è anche simpatico. Presenta le canzoni con lunghi aneddoti nei quali fa autoironia. Il pubblico ride. Poi, ad un tratto, lui si blocca. Chiede: "Can you speak English? It just occurred to me". Nuove risate. Evidentemente il pubblico è preparato. Anche perchè ci sono moltissimi stranieri.
Alla fine usciamo tutti contenti, emozionati e un po' innamorati. Del resto, come si fa a non innamorarsi di queste canzoni, e della voce che le canta? E poi, via, guardatelo...
(La foto qui accanto è in onore di Letizia che è stata la prima tra noi a scoprire Damien. E poi l'ha fatto scoprire a me).

Ps: per chi fosse interessato, al mio indirizzo YouTube sono disponibili le riprese dal vivo di Cannonball e The Blower's Daughter, fatte da me medesima.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 16:59 | link | commenti (1)
categorie: musica, concerti