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Le mie tumblrerate

Le Frasi

I think and I think and I think. I've thought myself out of happiness one million times, but never once into it.
Jonathan Safran Foer, Extremely Loud & Incredibly Close

Ningun refugio vale de nada, pero no se puede vivir al raso.
- Se puede intentar.
- Seria meterse en un laberinto.
-En un laberinto, bueno, pero no en un castillo. Hay que elegir entre perderse y defenderse.
Carmen Martin Gaite, El cuarto de atras

Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.
Alessandro Baricco, Castelli di rabbia

Did I contradict myself? Very well then I contradict myself (I am large, I contain multitudes).
Walt Whitman, Foglie d'erba

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domenica, 06 settembre 2009

Ecco, se per caso avete sorelle, cugine, nipoti, amiche, parenti varie adolescenti o giù di lì, e avete voglia di fargli un regalo, vi consiglio questo librino qui accanto. Al di là della pubblicità interessata e neanche tanto occulta che sto cercando di fare, è un romanzo allegro e divertente. Ha appassionato anche me, che adolescente non sono più da un pezzo...
Scommetto che Amy vi piacerà.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 12:06 | link | commenti (2)
categorie: editoria, parole di carta, autoreferenzialità
giovedì, 25 giugno 2009

Dieci anni

Inizia oggi la maturità 2009 (si chiama ancora così, tra l'altro?) e l'occasione mi ricorda (non senza un certo tremore) che dal giorno in cui è toccato a me sono ormai passati dieci anni. Dieci. Anni. Devo dire che fa una certa impressione.
Come se non bastasse, era anche l'anno d'esordio della nuova maturità, così com'è ancora strutturata.
Il giorno del tema mi sono presentata a scuola come tutti con il dizionario di italiano (lo stesso grosso dizionario con la copertina verde che mi era stato regalato dopo gli esami di quinta elementare, che ora nemmeno esistono più) e tutto sommato abbastanza tranquilla: scrivere non è mai stato un problema, al limite il mio timore era di non riuscire a stare nei tempi (lo so che sei ore sono tante, ma fissata come sono non potevo certo prescindere dalla brutta copia per poi riscrivere tutto in bella calligrafia. Altri tempi). Semmai il problema vero sarebbe arrivato il giorno successivo, con la prova di matematica. E infatti, tutto andò secondo le previsioni: punteggio massimo per il tema e mezzo disastro per la prova di matematica (non sono riuscita nemmeno a raggiungere la sufficienza). Della terza prova ricordo ancora con orrore la domanda di filosofia su Kant (che nessuno aveva ripassato essendo programma dell'anno precedente), per fortuna compensata da quella molto più semplice su Schopenauer. Stranamente non ricordo le domande di letteratura inglese (forse una aveva qualcosa a che fare con Wilde, ma non ci giurerei) e per quanto riguarda scienze e fisica, beh, mi sono arrangiata come meglio potevo (vale a dire bene in scienze e un filo meno bene in fisica). E infine, l'orale il 7 luglio. Faceva caldo e io sono stata la penultima della mattinata (no, in questo caso non mi ricordo com'ero vestita). Mi sono presentata con la mia tesina sottobraccio, che parlava delle avanguardie artistiche degli inizi del secolo scorso, in particolare dadaisti e surrealisti, e più in generale del contesto relativista che condizionava tutte le discipline. Ci ho messo dentro Freud, Einstein, Samuel Beckett (già allora una delle mie passioni), Albert Camus, Italo Svevo. Tutto sommato sono ancora abbastanza convinta che fosse un lavoro discreto, pur con tutti i suoi limiti. Peccato che al riguardo mi abbiano chiesto ben poco. Ricordo una domanda sulla relatività (che ci stava), e quella di francese che invece non c'entrava un accidente (per la cronaca, mi ha chiesto di Gide e della mise en abyme. E me lo ricordo ancora perchè mi ero infuriata, certa che la prof - membro interno - volesse tirarmi un trabocchetto. Non ha funzionato, tiè!).
E poi ricordo il sollievo, all'uscita, accompagnato da un certo senso di straniamento. Non mi sembrava vero che fosse già tutto finito.

Comunque, andandomi a leggere per curiosità i temi di quest'anno, ho trovato online l'archivio delle prove dal 1996 a oggi e sono andata a ripescare, sotto l'anno 1999, il tema che avevo scelto di svolgere.
Ve lo incollo qui sotto, nel caso siate curiosi (sì, la prova di matematica ve la risparmio).

SAGGIO BREVE O ARTICOLO DI GIORNALE: Sviluppa l'argomento scelto o in forma di saggio breve o di articolo di giornale, utilizzando i documenti e i dati che lo corredano e facendo riferimento alle tue conoscenze ed esperienze di studio.

1) Ambito artistico-letterario. L'argomento riguarda "poeti e letterati di fronte alla 'grande guerra'" ed è accompagnato da un brano del manifesto del futurismo ("Le figaro", 1909), da una poesia Vladimir Majakovsfkij (1914), da un brano di Giovanni Papini (Amiamo la guerra, in Lacerba 1914), da un brano di Renato Serra (Esame di coscienza di un letterato, in "La voce", 1915), da un brano di Gabriele D'Annunzio (sagra dei mille, dal discorso tenuto a Quarto il 5 maggio 1915), da un brano di Thomas Mann (pensieri di guerra in "Scritti storici e politici" del 1914).

un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 11:51 | link | commenti
categorie: autoreferenzialità
mercoledì, 18 febbraio 2009

Pant, pant, pant.

Non è che non sto facendo niente in questi giorni. Ho visto film molto belli, e di cose di cui parlare ci sarebbe solo l'imbarazzo della scelta. Basta aprire una pagina a caso di un qualsiasi quotidiano.
Magari straniero, così vediamo la figura da Terra dei Cachi che ci facciamo all'estero.
E' che non ho tempo, davvero. Non è per tirarmela. Anzi: sono una pirla. Mi dovrò iscrivere a un corso per imparare a dire di no, perché ultimamente la mia unica risposta è sì, sì, sì (e del resto quando le domande vengono dai Grandi Capi, c'è poco da dire no).
Torno presto, se sopravvivo.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 22:51 | link | commenti
categorie: autoreferenzialità
sabato, 03 gennaio 2009

Due zero zero nove

E così, anche il 2008 è finito e con squilli di trombe e rulli di tamburi (più o meno) siamo entrati nel 2009. Gli anni dispari li preferisco (per chi ancora non lo sapesse, ho un problema con i numeri pari), ma 2009 mi fa comunque un certo effetto.
Avete già fatto i vostri buoni propositi?
Io sì. Alcuni molto pratici e concreti (a partire dal solito e inflazionatissimo: mi metto a dieta. Ahahahahaha). Altri più astratti e più complicati.
Magari alla fine del 2009 vi racconto come è andata, ma di solito non sono molto brava a mantenerli. Anzi, sono pessima.
Per ora, buon anno a tutti!
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 14:24 | link | commenti
categorie: autoreferenzialità
sabato, 11 ottobre 2008

La situazione si fa preoccupante

Poche ore fa, cinema San Marco, Bergamo.
Arriviamo trafelate alle 22.28 alla cassa. Il film inizia alle 22.30.
Io (sicura, con già i soldi in mano e con l'aria di quella che sta pensando "non farmi perdere tempo che già è tardi): "Due biglietti per La Classe".
La cassiera (trattenendosi dal ridermi in faccia): "La Classe lo danno al Capitol".
Shit shit shit.
Al ritorno a casa ho controllato subito sul giornale, per scrupolo. Ma c'era scritto chiaramente che il film era al Capitol.
Sono proprio io a essere rintronata senza speranza.
(Il film comunque poi siamo riuscite a vederlo - post coming soon).
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 00:46 | link | commenti
categorie: autoreferenzialità
martedì, 07 ottobre 2008

Telegrafica

Quando la maggior parte delle persone che incontri ti guarda e poi ti dice che hai l'aria molto stanca e stressata non è un bel segno.
E stamattina mentre tentavo disperatamente (e invano) di coprire le occhiaie con il trucco ho individuato delle rughe sotto gli occhi.
Argh.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 17:15 | link | commenti
categorie: autoreferenzialità
martedì, 30 settembre 2008

Sono sempre qui

Sì sì, lo so che mi sono eclissata. Che non mi faccio viva da queste parti da parecchio tempo. Un po', lo ammetto, sono caduta nella spirale di Facebook. Si perde un sacco di tempo a farsi i fatti degli altri, dopo tutto.
Un po' sono stata in altre faccende affaccendata, e non sempre del tutto gradevoli. Niente di grave, per carità, ma quando la mia autostima raggiunge i livelli di guardia (vale a dire scende sotto lo zero virgola uno consueto) mi passa anche la voglia di scrivere. Tanto, penso, non interessa a nessuno.
E adesso eccomi di ritorno, e prometto ai miei cinque lettori di essere più presente, più costante, più.
Che poi sono i soliti buoni propositi, come quelli che affollano la mia testolina in questo momento: ho una lista mentale di cose che vorrei fare a breve impossibile da mettere in pratica anche avendo le giornate di 48 ore (o essendo un cyborg, in alternativa). Credo si chiami "reazione": pensa a mille cose pratiche così non hai tempo di pensare ad altro. Funziona, comunque. Almeno per un po'.
Tra i buoni propositi c'è appunto quello di far riprendere vita a questo blog, magari cambiando finalmente la grafica (che mi ha stancato). Ma per questo c'è bisogno che mi riattivino la linea di Fastweb (morta da una settimana, e non si sa il perché).
Chi vivrà vedrà.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 12:11 | link | commenti (2)
categorie: labirinti mentali, autoreferenzialità
venerdì, 22 agosto 2008

A brief note from a deserted place

Due giorni fa sono tornata al lavoro. Non che ne avessi particolarmente voglia, fosse stato per me avrei allungato tranquillamente fino a lunedì prossimo, ma l'azienda ha riaperto e non era bello lasciare l'ufficio del tutto scoperto. E così. Sotto a chi tocca (cioè a me, come al solito).
Si potrebbe pensare che tutto sommato sia un vantaggio lavorare in una Milano ancora praticamente deserta. Bah. Vero che c'è poco traffico, poca gente ovunque, al supermercato non si fa la fila alla cassa... ma i mezzi pubblici passano un po' quando gli pare (tendenzialmente, poco), il 99% di negozi-bar-ristoranti sono chiusi (ma il giapponese sotto casa mia è aperto, per fortuna!) e in genere tutto langue. Preferisco la Milano incasinata, frenetica, trafficata.
Qui in azienda poi sembra di essere i superstiti di una guerra nucleare. Silenzio irreale, corridoi vuoti e bui, mail con il contagocce e telefonate inesistenti. Per la prima mezza giornata dici "che pace...". Poi passi al "che palle!!!". Per non parlare della mensa a orario ridotto, transennata per ridurre lo spazio occupabile e con un menù ancora più deprimente del solito (ieri ho visto: piatto con due uova sode tagliate a fette e disposte in circolo attorno a un mucchietto di insalata russa. Giuro. Oggi sono andata a mangiare a casa).
Lunedì si dovrebbe tornare alla normalità. Visto che ormai le vacanze se ne sono andate, tanto vale ributtarsi nella mischia.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 13:56 | link | commenti
categorie: milano, autoreferenzialità
mercoledì, 16 luglio 2008

En passant

Vorrei cambiare il layout. Di nuovo. Ma chi ha tempo? (E bisognerebbe avere anche le capacità per mettere su una cosa fatta davvero bene. Ma questo è un dettaglio trascurabile).
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 17:15 | link | commenti
categorie: announcements, autoreferenzialità
mercoledì, 18 giugno 2008

RADIOHEAD!!!

Io amo Thom Yorke.
Con questa originale (e poco condivisa) premessa, inizio il racconto della stupenda serata di ieri, della quale già avete avuto un piccolo assaggio.
Il tempo, come si sa, non era dei migliori. Per tutto il giorno ho sperato che la pioggia si sfogasse, se proprio doveva, nel pomeriggio e ci lasciasse seguire il concerto asciutti e felici. Ma all'uscita dell'ufficio il cielo non lasciava prevedere nulla di buono, e infatti siamo partiti già abbigliati con pratici k-way. Arrivo in zona Parco Sempione, e prima botta di culo della serata: un'auto lascia libero il parcheggio perfetto. Manco a dirlo, appena il tempo di scendere dalla macchina e arriva il giusto contrappasso: un diluvio che più diluvio non si può. La (furbissima) sottoscritta infila la borsa sotto il k-way, non senza prima avere avuto l'accortezza di togliere la busta con la prenotazione dei biglietti per averla a portata di mano al momento opportuno. Partiamo spediti sotto una pioggia torrenziale alla volta del botteghino per il ritiro. Siamo quasi arrivati quando all'improvviso mi rendo conto che mi manca qualcosa. Il foglio della prenotazione! Ricostruisco rapidamente gli eventi: mentre tentavo di infilare la borsa al riparo del k-way, la busta dev'essermi caduta. In preda al panico più totale, faccio dietro front e comincio a correre a perdifiato alla volta della macchina. Naturalmente incurante della pioggia. La busta è lì, in terra. Trionfante, la raccolgo e torno dagli altri. Ma i miei valori vitali sono un pochetto sballati. Comunque, tutto è bene quel che finisce bene, mangiamo (mezza piadina), ritiriamo i biglietti e prendiamo posto. Il concerto dovrebbe iniziare alle 20.45 (proprio come Italia-Francia), alle 21.10 si spengono i riflettori, partono le ovazioni del pubblico, si comincia. Thom Yorke e soci partono con "15 step" e poi è tutto un susseguirsi di musica, parole, urla, salti. Lui sul palco è un folletto, peccato essere così lontani e non poterselo gustare al meglio. Intanto il passaparola ci informa del primo gol dell'Italia contro la Francia. Olanda e Romania stanno ancora sullo zero a zero. Nella mia mente comincia a profilarsi l'idea della serata perfetta. Ma è ancora presto e caccio indietro il pensiero. Mentre Thom si scatena sul palco un po' di persone cercano di scavalcare i cancelli delle tribune per andare sul prato e vengono cacciati indietro in malo modo dalle guardie. Qualcuno sotto il palco fa qualcosa che irrita Thom, che interrompe per un attimo la sua esibizione. Chissà cos'è successo. Le tremanti riprese fatte con il mio cellulare non permettono di fare luce sull'accaduto. Intanto il passaparola porta altre belle notizie: Italia 2 Francia 0. E' tutto perfetto, non piove nemmeno più. Quando inaspettata arriva "Karma Police" la notizia della qualificazione azzurra è già una certezza. Io mi cullo beata ed emozionata sulle note di questo capolavoro. Dal vivo è ancora più bella. Poco dopo i Radiohead si prendono un attimo di tregua, e quando tornano sul palco parte un piccolo fuori programma. Thom annuncia i risultati delle partite. E tutti i presenti esultano. Io lo sapevo che sarebbe stata la serata perfetta. Lo sapevo.
Chiusura in grandissimo stile con "Idioteque", poi si accendono i riflettori, la gente comincia lentamente a uscire, io fisso il palco, e vorrei che non fosse già tutto finito.
Torno a casa stanca, indolenzita, bagnata, affamata e infangata. E felice, tanto felice.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 13:44 | link | commenti
categorie: concerti, autoreferenzialitÃ