Bottoni

 Follow me!

Add to netvibes

Le mie tumblrerate

Le Frasi

I think and I think and I think. I've thought myself out of happiness one million times, but never once into it.
Jonathan Safran Foer, Extremely Loud & Incredibly Close

Ningun refugio vale de nada, pero no se puede vivir al raso.
- Se puede intentar.
- Seria meterse en un laberinto.
-En un laberinto, bueno, pero no en un castillo. Hay que elegir entre perderse y defenderse.
Carmen Martin Gaite, El cuarto de atras

Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.
Alessandro Baricco, Castelli di rabbia

Did I contradict myself? Very well then I contradict myself (I am large, I contain multitudes).
Walt Whitman, Foglie d'erba

About me

Contatore

Sono entrate nel labirinto *loading* persone

Feeds

Powered by Splinder

Some Rights Reserved

Pictures of me (e anche no)

www.flickr.com
Questo è un badge Flickr che mostra le foto pubbliche di blackcoraline. Crea il tuo badge qui.

Sul comodino






martedì, 30 settembre 2008

Sono sempre qui

Sì sì, lo so che mi sono eclissata. Che non mi faccio viva da queste parti da parecchio tempo. Un po', lo ammetto, sono caduta nella spirale di Facebook. Si perde un sacco di tempo a farsi i fatti degli altri, dopo tutto.
Un po' sono stata in altre faccende affaccendata, e non sempre del tutto gradevoli. Niente di grave, per carità, ma quando la mia autostima raggiunge i livelli di guardia (vale a dire scende sotto lo zero virgola uno consueto) mi passa anche la voglia di scrivere. Tanto, penso, non interessa a nessuno.
E adesso eccomi di ritorno, e prometto ai miei cinque lettori di essere più presente, più costante, più.
Che poi sono i soliti buoni propositi, come quelli che affollano la mia testolina in questo momento: ho una lista mentale di cose che vorrei fare a breve impossibile da mettere in pratica anche avendo le giornate di 48 ore (o essendo un cyborg, in alternativa). Credo si chiami "reazione": pensa a mille cose pratiche così non hai tempo di pensare ad altro. Funziona, comunque. Almeno per un po'.
Tra i buoni propositi c'è appunto quello di far riprendere vita a questo blog, magari cambiando finalmente la grafica (che mi ha stancato). Ma per questo c'è bisogno che mi riattivino la linea di Fastweb (morta da una settimana, e non si sa il perché).
Chi vivrà vedrà.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 12:11 | link | commenti (2)
categorie: labirinti mentali, autoreferenzialità
domenica, 07 settembre 2008

Incredibilmente vicino

Ebbene sì. Ce l'ho fatta. A Mantova sono riuscita a vedere la chiacchierata tra Jonathan Safran Foer e Gad Lerner.
Non ci credevo molto nemmeno io, partenza da Milano alle ore 11 (dopo una notte praticamente insonne), sotto un sole cocente che manco nelle migliori giornate di agosto. Un paio d'ore dopo arriviamo alla volta di Mantova, ma il caldo è sfiancante e optiamo per fermarci immediatamente a riprenderci a colpi di tortelli di zucca. Ci voleva. Ci spostiamo dal tavolo del ristorante a quello del bar dove beviamo un bel caffè shekerato. Poi ci aggiriamo, o meglio ci trasciniamo stancamente, per le vie della cittadina. Verso le quattro andiamo a sentire un po' della diretta di Fahrenheit, ma nel dubbio optiamo per ascoltare seduti comodamente ai tavolini di un bar sorseggiando del tè freddo. Sollievo. Alla fine intorno alle cinque e mezza io e la mia compagna d'avventura decidiamo di portarci verso il luogo dell'evento: dicono che andando a mettersi in coda un po' prima qualcosa si dovrebbe trovare. Va bene. L'evento inizia alle 19.15, noi arriviamo lì prima delle 18 e già c'è una bella coda davanti a noi. Una ragazza dello staff ci rassicura dicendo che ci sono trecento biglietti in vendita: dovremmo farcela. Dopo una lunga attesa in stato più o meno comatoso, intorno alle 19 riusciamo a entrare e addirittura a ottenere un posto a sedere, con ottima visuale. E poi Jonathan arriva tutto compito, da ragazzo perbenino (e un po' assomiglia a Harry Potter, come dice Gad Lerner). A volte le domande di Lerner sono un po' contorte (in un'occasione Jonathan ammette candidamente di non aver capito la domanda), altre sono punzecchianti (il ragazzo non si scompone, ma in un paio di occasioni si vede che è leggermente irritato). Insomma, niente di sconvolgente quello che viene detto, ma è bello sentire parlare un autore che quando lo leggi ti incanta con le parole. Chiusura in grande con la sorpresa di Lella Costa (sua grande fan) che sale sul palco e legge l'ultima pagina di Molto forte, incredibilmente vicino come solo lei sa fare. Un trasporto eccezionale, non volava una mosca.
Unico rammarico non essere riuscita per motivi logistici ad affrontare la lunga coda per l'autografo. Ma non avevo neanche il libro con me.
Una giornata delirante e massacrante, ma ne valeva la pena.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 17:52 | link | commenti (1)
categorie: parole di carta, festival mantova