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Le Frasi

I think and I think and I think. I've thought myself out of happiness one million times, but never once into it.
Jonathan Safran Foer, Extremely Loud & Incredibly Close

Ningun refugio vale de nada, pero no se puede vivir al raso.
- Se puede intentar.
- Seria meterse en un laberinto.
-En un laberinto, bueno, pero no en un castillo. Hay que elegir entre perderse y defenderse.
Carmen Martin Gaite, El cuarto de atras

Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.
Alessandro Baricco, Castelli di rabbia

Did I contradict myself? Very well then I contradict myself (I am large, I contain multitudes).
Walt Whitman, Foglie d'erba

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sabato, 29 marzo 2008

Io sostengo

Bene, a due settimane circa dalle elezioni mi pare giunto il momento di dire, brevemente, la mia. Va bene, probabilmente i 5 lettori di questo blog sanno già perfettamente da che parte sono schierata, ma tant'è.
Tanto per cominciare, sul web ci sono alcuni test divertenti, per valutare i vostri orientamenti politici (in caso ce ne fosse bisogno).
Per esempio c'è Il Politometro di Kataweb: rispondete a una serie di domande (15) e verrete posizionati su una tabella cartesiana, accanto ai principali candidati premier. Per un problema tecnico di riproduzione dell'immagine, non riesco a mostrarvi qui la tabella, ma a quanto pare sono posizionata a metà strada tra Bertinotti e Veltroni. Niente di nuovo, quindi.
Proviamo poi quest'altro test, che si chiama Voi siete qui (prodotto da OpenPolis).
In questo caso bisogna rispondere a 25 domande (con attenzione, perchè basta una risposta distratta per falsare i risultati). Ebbene, secondo OpenPolis io sono qui:
Se volete vedere il dettaglio delle mie risposte, cliccate qui.
Tutti questi risultati, naturalmente, sono da considerarsi con beneficio d'inventario.
Al di là di questi simpatici giochetti, sono d'accordo con tutti coloro che si sentono un po' disorientati e un po' schifati dalla politica. Ma insisto sulla necessità di andare a votare. Vi prego, fatelo. Andate a votare, e votate con la testa. Io voterò PD, lo dico chiaramente, così come altrettanto chiaramente aggiungo che non tutto nel PD mi convince (e non tutti), ma non è questo il momento per fare gli schizzinosi. Rflettete, gente, riflettete.
(Apro una parentesi su un simpatico siparietto che si è tenuto la scorsa settimana. Al lavoro, ero in riunione con una ragazza di una grossa casa editrice inglese, la quale, alla notizia che il signor Berlusconi è di nuovo candidato premier, si è mostrata sbigottita e ha esclamato: "I thought everyone in Italy was completely fed up with him!". Ecco, piacerebbe anche a me che fosse vero. Sarebbe forse vero se fossimo altrove, ma siamo in Italia...).

un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 14:36 | link | commenti
categorie: attualità, autoreferenzialità
sabato, 15 marzo 2008

Before the Devil Knows You're Dead

Onora il padre e la madre
di Sidney Lumet
con Philip Seymour Hoffman, Ethan Hawke,
Albert Finney, Marisa Tomei


Mi ripeto, e tanto per cambiare inizio facendo notare l'abissale differenza tra il titolo originale e il titolo italiano. Pare che dalle nostre parti ci sia qualche serio problema di traduzione dei titoli,
e pazienza.
La mia opinione su questo film non può che essere condizionata dall'averlo visto a distanza così ravvicinata al Il Petroliere e Non è un paese per vecchi. In confronto, qualsiasi cosa sparisce. Però
bisogna resettare la testa e guardare ogni cosa per quella che è. E questo alla fine non è mica un film brutto, anzi. Il regista ha la bellezza di 84 anni, ma non ha paura di continuare a sperimentare e creare soluzioni personalissime. Il film è girato in digitale, e l'espediente dei continui flashbacks incatenati diventa il fulcro caratteristico del film. Un film la cui sceneggiatura non ha niente di nuovo o originale rispetto al genere noir: colpi andati storti, droga, intrighi famigliari, adulteri, sparatorie e, come sempre, il vil denaro, attorno al quale ruota tutta la storia. E il film risulta (in particolare nella parte centrale) un po' lento e macchinoso. Il pregio sta nell'aver comunque analizzato con rigore ma senza cinismo gli abissi ai quali può arrivare la mente umana. Il tutto supportato dalle ottime prestazioni di Philip Seymour Hoffman (imponente, e non solo fisicamente) e Ethan Hawke (molto convincente).
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 13:13 | link | commenti (1)
categorie: recensioni, grande schermo e dintorni
lunedì, 10 marzo 2008

Non è un paese per vecchi

Non è un paese per vecchi
di Joel e Ethan Coen
con Javier Bardem, Josh Brolin, Tommy Lee Jones

Venerdì sera finalmente anche io ho visto il film più premiato (e con merito) agli scorsi Oscar. Ricapitolando: Miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura non originale (dal romanzo di Cormac McCarthy) e miglior attore non protagonista (il superlativo Javier Bardem).
Ebbene, c'è poco da dire. Premetto che non ho letto il libro, e forse è meglio così (magari lo leggerò, comunque). C'è poco da dire perchè il film è semplicemente perfetto, un film come se ne vedono pochi, ormai. E' un fatto strano che questo e Il Petroliere siano usciti quasi contemporaneamente. Un peccato, quasi. Due film immensi, a distanza ravvicinata. O forse non è strano per niente, e questi film sono il risultato di un percorso ben preciso, dei registi e più in generale dell'immaginario cinematografico (e non) americano.
Comunque, al cospetto di tanta perfezione rimago senza parole, e mi sento piccola piccola.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 17:05 | link | commenti
categorie: grande schermo e dintorni
lunedì, 03 marzo 2008

L'eleganza del ricco
di Muriel Barbery
E/O

Va bene, arrivo con colpevole ritardo a parlare di questo librino che, dopo essere stato caso editoriale in Francia (dove è in classifica da un paio di anni, e non abbandona le prime posizioni), è da tempo sulla bocca di tutti anche dalle nostre parti. E pensare che mi era passato tra le mani, quando ancora nessuno lo conosceva. Incuriosita dal titolo, mi ero rigirata quel libro nella sua riconoscibilissima e sobrissima copertina Gallimard, avevo letto la quarta, e avevo sorriso. Poi l'avevo riposto. Accidenti a me. Ora però, dopo aver sentito un elogio dietro l'altro, mi sono decisa a leggerlo. Non c'è nemmeno bisogno di dirlo, l'ho finito d'un fiato. Capisco e sottoscrivo tutte le lodi. Non ho molto da aggiungere, a parte che è un libro delicato e pieno di dolcezza. Un libro dove si parla di quelle piccole cose che permettono di evadere da una vita da "boccia dei pesci". L'amore per il bello, ma anche il tè al gelsomino, i film giapponesi o delle semplici camelie. La struggente bellezza di una pioggia d'estate. E' un libro lento, fatto di riflessioni molto più che di azioni. Ma riflette noi stessi, le nostre vite quotidiane, le nostre paure, le nostre piccolezze ma anche le nostre vie di fuga. Ci incoraggia ad andare oltre l'apparenza, a incontrare gli altri invece di guardare in loro il nostro riflesso.
"Madame Michel ha l'eleganza del riccio: fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti".
Vorrei averne un po' anche io, dell'eleganza del riccio.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 21:53 | link | commenti (1)
categorie: recensioni, parole di carta
sabato, 01 marzo 2008

Il diabolico barbiere di Fleet Street

Sweeney Todd
di Tim Burton
con Johnny Deep, Helena Boham-Carter


Un post in dimensione un po' ridotta, oggi, che non ho tempo e
nemmeno troppa voglia di scrivere.
Visto che ieri ero di un umore sanguinario e tetro che di più non si può, cosa potevo fare di meglio che andare a vedere la nuova favola dark della premiata coppia Tim Burton-Johnny Depp?
Ne sono uscita con sentimenti contrastanti. Da una parte il solito, splendido Johnny, che qualsiasi cosa faccia riesce a essere straordinariamente perfetto. Ottima, come al solito, anche la consorte del signor Burton, il regista più gotico che ci sia in circolazione.

E, inutile dirlo, perfette le scenografie del nostro Dante Ferretti (mica gli hanno dato l'Oscar per niente), e la ricostruzione di una Londra vittoriana lontana anni luce dagli stereotipi e da tante rappresentazioni ma, sospetto, molto vicina all'originale. Positiva anche la scelta consapevole di teatralizzare tutto all'estremo,rendendo evidente la finzione.
Dall'altra parte, però, nutro qualche dubbio sulla scelta di adattare per lo schermo il musical di Stephen Sondheim, mantenendone anche le canzoni che, francamente, mi sono sembrate quantomeno vecchie e anacronistiche. Ci avrei visto qualcosa di più moderno, di più ritmato, di più grintoso, ecco. La parte cantata è senza dubbio quella più debole, quella che emoziona meno. Con qualche scelta diversa si poteva ottenere forse un film di maggiore impatto emotivo.

Sempre restando in tema cinema, apro una breve parentesi sugli Oscar. Non ho (ancora) visto il film dei Coen, quindi su quello non posso dire niente, a parte che io il premio per il miglior film l'avrei dato a priori al Petroliere. Chapeaux quindi al riconoscimento a Daniel Day Lewis. E alla signorina Marion Cotillard, che ha vinto la statuetta per la sua interpretazione di Edith Piaf (da noi naturalmente snobbatissima). Lo dicevo io (qui) che bisognava tenerla d'occhio.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 18:24 | link | commenti
categorie: grande schermo e dintorni