
I think and I think and I think. I've thought myself out of happiness one million times, but never once into it.
Jonathan Safran Foer, Extremely Loud & Incredibly Close
Ningun refugio vale de nada, pero no se puede vivir al raso.
- Se puede intentar.
- Seria meterse en un laberinto.
-En un laberinto, bueno, pero no en un castillo. Hay que elegir entre perderse y defenderse.
Carmen Martin Gaite, El cuarto de atras
Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.
Alessandro Baricco, Castelli di rabbia
Did I contradict myself? Very well then I contradict myself (I am large, I contain multitudes).
Walt Whitman, Foglie d'erba
Sono entrate nel labirinto *loading* persone
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Il petroliere
Un uomo che odia avere rivali, che non si fida di nessuno, accecato dalla superbia e dal desiderio di sempre maggiore potere. Se all'inizio Plainview poteva mostrare degli sprazzi di umanità, nel corso del film si chiuderà sempre più in se stesso, rinnegando tutto fino al fantastico quanto duro climax finale.
E' un film portentoso, fatto di fango, petrolio e sangue. Un film viscerale, sostenuto da una colonna sonora mirabolante. PT Anderson è un regista forse un po' arrogante, ma coraggioso e, soprattutto, geniale. Bentornato.
Lo scafandro e la farfalla
nient'altro. Il film è costruito tutto sul suo punto di vista. Già dalle primissime scene, lo spettatore è Jean-Do, vede la stanza d'ospedale e i volti distorti dei medici attraverso il suo occhio, scopre con lui di non potersi muovere e nemmeno parlare, riceve con lui le visite di parenti e amici, si commuove con lui alla telefonata del padre e alla visita dei suoi figli. Alla traumatica esperienza in ospedale si affiancano alcuni flashbacks sulla sua vita prima dell'incidente, e a partire da un certo punto anche le sue fantasticherie, perchè Jean-Do, dopo lo sconforto iniziale, si era reso conto che oltre al suo occhio anche la sua immaginazione e la sua memoria non erano paralizzate, e attraverso di loro aveva l'opportunità di abbandonare lo scafandro della sua malattia per volare libero come una farfalla.
all'anziano padre, o quella, struggente, in cui il figlio gli asciuga la bava che gli scende dalla bocca. O ancora quella, terribile, in cui a Jean-Do viene cucito l'occhio destro, irrimediabilmente danneggiato. E che noi, ovviamente, vediamo come se fossimo lui. C'è poco da dire, un film meraviglioso, sia per la trama che per la sua realizzazione. Un film che parla di una malattia terribile, senza cadere nel pietismo. Un film sensibile e poetico. Da vedere, assolutamente.
Caos calmo
Ho appena appena scoperto che tra un annetto circa dovrebbe uscire il nuovo romanzo di Jonathan Safran Foer... Che, come è ormai ben noto a tutti, io adoro. Extremely Loud and Incredibly Close è ancora in testa alla classifica dei miei libri preferiti (tallonato dalla Versione di Barney). Non vedo l'ora di avere tra le mani il nuovo (che ovviamente prenoterò con larghissimo anticipo su amazon, come ogni buon geek che si rispetti).
Il vento fa il suo giro
Il nuovo film di Woody Allen (che io continuo a preferire nel suo titolo originale), è perfettamente in linea con i suoi ultimi lavori, da Match Point in avanti, e naturalmente lontanissimo dal primo Allen. E' diventato (per forza di cose) più commerciale, tanto dal punto di vista della scelta del cast quanto nelle tematiche. E tuttavia non ha perso alcune delle sue componenti essenziali, che costuiscono le peculiarità distintive della sua cinematografia: la scrittura di una sceneggiatura praticamente perfetta, la scelta di direttori della fotografia in grado di fare lavori esemplari, e l'indagine su tutte le questioni relative alla vita umana.
più negativo nelle conclusioni rispetto a Match Point. Che io ho comunque preferito, perché questo Sogni e delitti manca soprattutto della forza di trascinare lo spettatore nella carambola delle passioni che portano al delitto e che lo seguono. E questo nonostante le ottime interpretazioni di Ewan McGregor e Colin Farrell.