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sabato, 27 ottobre 2007

Cate non basta

Elizabeth - The Golden Age
Regia di Shekhar Kapur
Con Cate Blanchett, Geoffrey Rush, Clive Owen


Il titolo del post riassume quello che penso di questo film: una Blanchett come al solito superlativa non è sufficiente a dare spessore alla trama sfilacciata, confusa, e al film intero.
La seconda puntata della biografia cinematografica della regina Elisabetta I è poco incisiva. Si caratterizza per un'accurata ricostruzione degli abiti e delle architetture dell'epoca, e di contro per una ricostruzione storica inaccurata e non priva di faziosità, nella quale la battaglia tra la flotta inglese e l'invincibile armata spagnola sembra durare sì e no mezza giornata, e dove Filippo II di Spagna è dipinto come un invasato integralista cattolico pure un po' fuori di testa. Insomma, manca una problematizzazione del contesto storico, mentre tutto si concentra sulle tribulazioni della cosiddetta regina vergine e sulla sua infatuazione per il fascinoso pirata interpretato da Clive Owen (che, per altro, sa fare di meglio). Il film indaga bene la figura della regina, i suoi dubbi, le sue paure, ma poi si perde in mille piccole sottigliezze e si risolve nell'essere poco più che un grazioso affresco. Insomma, Cate Blanchett da sola vale il prezzo del biglietto, ma c'è poco altro.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 20:01 | link | commenti
categorie: recensioni, grande schermo e dintorni
domenica, 21 ottobre 2007

Tre film

Altro post collettivo, ma i tempi sono quelli che sono. I buoni propositi per il futuro nel frattempo si accumulano. Vedremo.
Primo film della mia rapida rassegna, il più e più volte citato Stardust, che come ormai tutti sapete è tratto dal bellissimo romanzo di Neil Gaiman. La versione cinematografica di Matthew Vaughn è un fantasy per famiglie di livello discreto, con un ottimo cast (fantastici de niro e pfeiffer, ma non c'è nemmeno bisogno di dirlo) e una bella fotografia. Tuttavia, funziona molto meglio come libro che come film. La sceneggiatura introduce delle modifiche a mio vedere fondamentali (in particolar modo nel finale), che tolgono un po' della forza magica ma anche dolceamara del libro per trasformarlo in un prodotto un po' più convenzionale. In ogni caso, una favola gradevole da vedere sul grande schermo.


Secondo film, visto lo scorso mercoledì, Becoming Jane, di Julian Jarrold, con Anne Hathaway nei panni della Austen e James McAvoy (per inciso un gran bel pezzo di figliolo) in quelli del suo tormentato amore Tom Lefroy. Il film in sè non ha niente di particolarmente originale: è il classico film in costume nell'Inghilterra di fine Settecento. Eppure nel suo genere è molto piacevole, in particolare per chi conosce i romanzi che hanno reso universalmente celebre Jane Austen e se li ritrova qui citati a più riprese, in modi più o meno evidenti. Poi, questi film tirano inevitabilmente fuori il mio lato più romantico, e devo ammettere che per poco alla fine ci scappava una lacrimuccia. Ma l'ho trattenuta.

Infine, venerdì sera è stato il turno di Ratatouille, ultima fatica dell'accoppiata Disney-Pixar, una meraviglia diretta da Brad Bird (quello degli Incredibili). In una Parigi ricostruita con una precisione da togliere il fiato, il topolino Remy corona il sogno di diventare chef manovrando le azioni del giovane e goffo sguattero Linguini. Il film è tipicamente disneyano nella morale che spinge a inseguire i propri sogni, e tipicamente pixariano nella precisione dei dettagli, nella fantasia e nella costruzione di scene di grande bellezza, come la travolgente sequenza nella quale Remy corregge la zuppa di Linguini, o il momento in cui l'altero critico Anton Ego ha una rivelazione proustiana assaggiando la ratatouille. Un altro gioiello Pixar, anticipato tra l'altro da un gradevolissimo corto con un simpatico alieno pasticcione per protagonista.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 15:56 | link | commenti
categorie: grande schermo e dintorni
venerdì, 12 ottobre 2007

Stasera

un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 09:11 | link | commenti
categorie: neil gaiman, grande schermo e dintorni
venerdì, 05 ottobre 2007

Ma è proprio necessario?

Dal Corriere di oggi (tanto per citarne uno a caso): "Alberto chiama i Poggi. Loro: non  farlo più".
Ora, sinceramente: ma chissenefrega?  Non è proprio possibile lasciare che chi deve indagare indaghi e chi deve gestire il proprio dolore lo faccia in silenzio?
E' proprio così necessario rendere pubblico ogni minimo gesto, ogni battito di ciglia?
Io non riuscirò mai ad abituarmici, a questo rendere un reality show tutto quello che accade.

un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 12:19 | link | commenti
categorie: reality, attualità
giovedì, 04 ottobre 2007

Per sempre

Per sempre
di Edoardo Nesi
Bompiani, 2007


Il brutto di quando inizi a leggere un libro dopo che svariate persone te ne hanno parlato benissimo è che ti fai delle aspettative altissime. Che non sempre vengono rispettate, o vengono rispettate solo in parte, a modo loro.
Per carità, Per sempre, ultimo romanzo di Edoardo Nesi, letto un po' per lavoro e un po' per interesse personale, non mi è mica dispiaciuto.
L'ho letto in una sera, è un libro rapido, che ti coinvolge con il suo stile diretto e le sue tematiche attualissime. Però, ecco, non ti prende fino in fondo. O almeno, a me non ha lasciato quel senso di rapimento che altri libri mi hanno fatto provare, anche di recente.
Mi è scivolato un po' via, ecco.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 21:40 | link | commenti (2)
categorie: parole di carta