
I think and I think and I think. I've thought myself out of happiness one million times, but never once into it.
Jonathan Safran Foer, Extremely Loud & Incredibly Close
Ningun refugio vale de nada, pero no se puede vivir al raso.
- Se puede intentar.
- Seria meterse en un laberinto.
-En un laberinto, bueno, pero no en un castillo. Hay que elegir entre perderse y defenderse.
Carmen Martin Gaite, El cuarto de atras
Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.
Alessandro Baricco, Castelli di rabbia
Did I contradict myself? Very well then I contradict myself (I am large, I contain multitudes).
Walt Whitman, Foglie d'erba
Sono entrate nel labirinto *loading* persone
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Ecco, se per caso avete sorelle, cugine, nipoti, amiche, parenti varie adolescenti o giù di lì, e avete voglia di fargli un regalo, vi consiglio questo librino qui accanto. Al di là della pubblicità interessata e neanche tanto occulta che sto cercando di fare, è un romanzo allegro e divertente. Ha appassionato anche me, che adolescente non sono più da un pezzo...No, questa non è una tirata snob. Oggi vorrei parlare di tagli alla cultura, e in particolare dei tagli previsti dalla finanziaria 2009 al FUS, fondo unico per lo spettacolo, contro i quali esponenti di spicco del mondo del cinema, del teatro e della musica sono scesi in piazza, accanto a centinaia di “semplici” addetti ai lavori.
Facciamo una premessa. Il FUS è stato istituito con l’articolo 1 della legge n. 163 del 30 aprile 1985 (“Nuova disciplina degli interventi dello Stato a favore dello Spettacolo”) per “fornire sostegno finanziario ad enti, istituzioni, associazioni, organismi e imprese operanti in cinema, musica, danza, teatro, circo e spettacolo viaggiante, nonché per la promozione ed il sostegno di manifestazioni e iniziative di carattere e rilevanza nazionale in Italia o all'estero” (via Wikipedia).
La medesima legge stabilisce che l’entità dei finanziamenti da destinarsi al FUS sia decisa di anno in anno all’interno della Legge Finanziaria e poi ripartito ai vari settori tramite un decreto del Ministero dei Beni Culturali.
La finanziaria 2008 stanziava per il FUS 511 milioni di euro, scesi a 380 nella finanziaria 2009. Da qui le proteste dei lavoratori dello spettacolo (inclusi esponenti del Pdl come Luca Barbareschi e Gabriella Carlucci), interpellanze di Pd e Idv e via dicendo.
Le ultime notizie risalenti alle 14 di questo pomeriggio (fonte: cinecittà news) riportano il sì di Montecitorio al ripristino delle risorse al FUS in un testo presentato dal Pd ma firmato anche da diversi esponenti della maggioranza, che impegna il governo a “mettere in atto tutti i provvedimenti necessari a prevenire una crisi del settore, che potrebbe avere riflessi devastanti sull'intera industria culturale nazionale, e a intraprendere con decisione la strada della valorizzazione e della crescita delle attività dello spettacolo, parte essenziale dell'identità nazionale”.
Fin qui i fatti. Ora, al di là degli sviluppi che avrà la cosa (e preso atto dell’ultimo aggiornamento positivo), mi pare che ci siano un paio di considerazioni da fare, tra loro interconnesse.
La prima è che, a meno che io non sia molto distratta, non mi pare che all’argomento siano stati dedicati fiumi di inchiostro (e soprattutto minuti e minuti di servizi televisivi). Il che, a pensarci bene, è un ulteriore prova a testimonianza del fatto che, per chi ci governa, meno siamo informati meglio è. Il taglio al FUS va esattamente in questa direzione, vale a dire nella direzione di impoverire e indebolire il più possibile le manifestazioni culturali, che tradizionalmente sono veicolo di conoscenza ed espressione di punti di vista diversi sulla realtà. Questo indebolimento si inquadra nell’ottica dello strapotere del mezzo televisivo (non a caso il nostro capo del governo, che possiede tre televisioni e ne controlla altre tre, è anche in continua lotta con il signor Murdoch), che trasmette (sottoforma di programmi sempre più inguardabili e telegiornali palesemente censurati) una serie di valori quantomeno discutibili e li propone come nuovi valori di riferimento in un contesto di lassismo e di noncuranza delle regole. Non è un possibile scenario futuro, è quello che sta già accadendo. Altro indizio che dovrebbe far riflettere: il governo ha motivato i tagli al FUS con la necessità di ridurre le spese in seguito alla crisi economica. Quella stessa crisi economica che, sempre a detta del nostro esecutivo, è per lo più una questione psicologica. E allora perché tagliare? Ma avete per caso sentito qualcuno far notare questa piccola contraddizione? Cos’è, la crisi c’è solo per gli aspetti che ci fanno comodo?
Ecco, questo è quello che volevo dire. Perché lo Stato dovrebbe finanziare e sostenere con ogni mezzo possibile la cultura? Perché la cultura è uno dei presupposti fondamentali della democrazia, e non è un caso che di questi tempi sia tanto spesso bistrattata (vedi anche i tagli alla scuola, e via dicendo).
Un popolo ignorante è sempre facilmente ricattabile (Ernesto “Che” Guevara)

Adesione all'appello di Diritto alla Rete contro il DDl alfano che imbavaglia la Internet italiana
Torniamo a parlare di cinema e di progetti in sviluppo, con una notizia che mi fa rabbrividire, ma per motivi ben diversi rispetto a quelli del post precedente. Qui si parla di Tim Burton e del suo nuovo progetto, la sua personale versione di Alice ne
l paese delle meraviglie. E i brividi, in questo caso, sono quelli di una trepidante attesa.
sformisti Johnny Depp nei panni del Cappellaio Matto ed Helena Bonham Carter nei panni della Regina Rossa. Poi ci sarà Anne Hathaway a interpretare la Regina Bianca, mentre Alice sarà l'attrice australiana Mia Wasikowska.
to un link alla notizia di un presunto rifacimento hollywoodiano del film Old Boy, secondo capitolo (nonché il migliore, per quanto mi riguarda) della cosiddetta "trilogia della vendetta" del regista coreano Park Chan-wook. Dinosauria, We
by Charles Bukowski
from The Last Night of the Earth Poems, 1992
Born like this
Into this
As the chalk faces smile
As Mrs. Death laughs
As the elevators break
As political landscapes dissolve
As the supermarket bag boy holds a college degree
As the oily fish spit out their oily prey
As the sun is masked
We are
Born like this
Into this
Into these carefully mad wars
Into the sight of broken factory windows of emptiness
Into bars where people no longer speak to each other
Into fist fights that end as shootings and knifings
Born into this
Into hospitals which are so expensive that it’s cheaper to die
Into lawyers who charge so much it’s cheaper to plead guilty
Into a country where the jails are full and the madhouses closed
Into a place where the masses elevate fools into rich heroes
Born into this
Walking and living through this
Dying because of this
Muted because of this
Castrated
Debauched
Disinherited
Because of this
Fooled by this
Used by this
Pissed on by this
Made crazy and sick by this
Made violent
Made inhuman
By this
The heart is blackened
The fingers reach for the throat
The gun
The knife
The bomb
The fingers reach toward an unresponsive god
The fingers reach for the bottle
The pill
The powder
We are born into this sorrowful deadliness
We are born into a government 60 years in debt
That soon will be unable to even pay the interest on that debt
And the banks will burn
Money will be useless
There will be open and unpunished murder in the streets
It will be guns and roving mobs
Land will be useless
Food will become a diminishing return
Nuclear power will be taken over by the many
Explosions will continually shake the earth
Radiated robot men will stalk each other
The rich and the chosen will watch from space platforms
Dante’s Inferno will be made to look like a children’s playground
The sun will not be seen and it will always be night
Trees will die
All vegetation will die
Radiated men will eat the flesh of radiated men
The sea will be poisoned
The lakes and rivers will vanish
Rain will be the new gold
The rotting bodies of men and animals will stink in the dark wind
The last few survivors will be overtaken by new and hideous diseases
And the space platforms will be destroyed by attrition
The petering out of supplies
The natural effect of general decay
And there will be the most beautiful silence never heard
Born out of that.
The sun still hidden there
Awaiting the next chapter.