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I think and I think and I think. I've thought myself out of happiness one million times, but never once into it.
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Ningun refugio vale de nada, pero no se puede vivir al raso.
- Se puede intentar.
- Seria meterse en un laberinto.
-En un laberinto, bueno, pero no en un castillo. Hay que elegir entre perderse y defenderse.
Carmen Martin Gaite, El cuarto de atras

Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.
Alessandro Baricco, Castelli di rabbia

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giovedì, 02 luglio 2009

Old Boy a stelle e strisce?

Ieri Max (che ringrazio pubblicamente) mi ha mandato un link alla notizia di un presunto rifacimento hollywoodiano del film Old Boy, secondo capitolo (nonché il migliore, per quanto mi riguarda) della cosiddetta "trilogia della vendetta" del regista coreano Park Chan-wook.
Ora, la questione è un po' più complessa di come sembra, perché c'è in ballo una questione di diritti che coinvolge la Dreamwork, che li avrebbe acquistati dal produttore coreano Show East, che a quanto pare li ha ceduti senza averne la facoltà, essendo questa di pertinenza della Futabasha, ovvero l'editore che ha pubblicato il manga da cui è tratto appunto il film di Park Chan-wook.
Questa intricata vicenda sui diritti (che per inciso un po' mi rassicura: non siamo solo noi a fare pasticci, di tanto in tanto...) potrebbe mettere a repentaglio o comunque allungare i tempi della produzione hollywoodiana. Ma alcuni nomi ci sono già: quello di Steven Spielberg per la regia e, sembrerebbe, quello di Will Smith nel ruolo del protagonista.
Ora. Io non so se sono pronta a vedere una versione americana  e americanizzata di uno dei miei film preferiti. Old Boy è un film crudo, vivido e di una violenza inaudita. Uno di quei film che ti fa accapponare la pelle, che ti ribalta lo stomaco, ma che ti resta scolpito nel cuore. Con tutto il rispetto per Spielberg e per Smith (che ammiro), negli States non credo sia proponibile una storia del genere, con una tale carica di violenza (no, non gratuita, è proprio questo il punto), tanto meno se a produrre il film è una major come la Dreamwork. Non ho alcun dubbio sul fatto che la versione hollywoodiana risulterebbe abbondantemente edulcorata, e con una più netta divisione tra i "buoni" e i "cattivi", per non parlare della "censura" che quasi inevitabilmente sarebbe applicata ad alcune delle scene più crude.
Non è per cattiva fede, ma il mio pregiudizio (se vogliamo chiamarlo così) deriva in buona parte da una pessima esperienza di remake hollywoodiano. In un corso che feci qualche anno fa, ci fecero vedere in successione il film franco-olandese Spoorloos (1988) del regista George Sluizer (che consiglio a tutti coloro che sono rimasti impressionati dalla scena di Kill Bill in cui Uma Thurman si ritrova chiusa in una bara sottoterra), seguito dal suo remake hollywoodiano del 1993, The Vanishing. Il confronto è impietoso. Tanto il primo era forte, inquietante, claustrofobico, spiazzante, tanto il secondo era banalizzato, semplificato, esagerato e ridicolizzato nel finale. E pensare che il regista era rimasto lo stesso. Ma questa è Hollywood, bellezza.
Magari poi invece la coppia Spielberg/Smith mi smentirà clamorosamente e allorva, visto che sono una persona aperta e pronta a ricredermi, mi cospargerò il capo di cenere.
Intanto riguardatevi il trailer di Old Boy, va.


un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 12:19 | link | commenti
categorie: grande schermo e dintorni
martedì, 30 giugno 2009

Quanto mai attuale

Ieri sera alla Milanesiana ho sentito una meravigliosa Ute Lemper leggere questa straordinaria poesia di Charles Bukowski. Come lei stessa ha commentato, sarebbe anche ora che qualcuno si decidesse a pubblicarle anche in Italia.

Dinosauria, We
by Charles Bukowski

from The Last Night of the Earth Poems, 1992

Born like this
Into this
As the chalk faces smile
As Mrs. Death laughs
As the elevators break
As political landscapes dissolve
As the supermarket bag boy holds a college degree
As the oily fish spit out their oily prey
As the sun is masked
We are
Born like this
Into this
Into these carefully mad wars
Into the sight of broken factory windows of emptiness
Into bars where people no longer speak to each other
Into fist fights that end as shootings and knifings
Born into this
Into hospitals which are so expensive that it’s cheaper to die
Into lawyers who charge so much it’s cheaper to plead guilty
Into a country where the jails are full and the madhouses closed
Into a place where the masses elevate fools into rich heroes
Born into this
Walking and living through this
Dying because of this
Muted because of this
Castrated
Debauched
Disinherited
Because of this
Fooled by this
Used by this
Pissed on by this
Made crazy and sick by this
Made violent
Made inhuman
By this
The heart is blackened
The fingers reach for the throat
The gun
The knife
The bomb
The fingers reach toward an unresponsive god
The fingers reach for the bottle
The pill
The powder
We are born into this sorrowful deadliness
We are born into a government 60 years in debt
That soon will be unable to even pay the interest on that debt
And the banks will burn
Money will be useless
There will be open and unpunished murder in the streets
It will be guns and roving mobs
Land will be useless
Food will become a diminishing return
Nuclear power will be taken over by the many
Explosions will continually shake the earth
Radiated robot men will stalk each other
The rich and the chosen will watch from space platforms
Dante’s Inferno will be made to look like a children’s playground
The sun will not be seen and it will always be night
Trees will die
All vegetation will die
Radiated men will eat the flesh of radiated men
The sea will be poisoned
The lakes and rivers will vanish
Rain will be the new gold
The rotting bodies of men and animals will stink in the dark wind
The last few survivors will be overtaken by new and hideous diseases
And the space platforms will be destroyed by attrition
The petering out of supplies
The natural effect of general decay
And there will be the most beautiful silence never heard
Born out of that.
The sun still hidden there
Awaiting the next chapter.

un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 10:09 | link | commenti
categorie: parole di carta, attualità, milanesiana
giovedì, 25 giugno 2009

Dieci anni

Inizia oggi la maturità 2009 (si chiama ancora così, tra l'altro?) e l'occasione mi ricorda (non senza un certo tremore) che dal giorno in cui è toccato a me sono ormai passati dieci anni. Dieci. Anni. Devo dire che fa una certa impressione.
Come se non bastasse, era anche l'anno d'esordio della nuova maturità, così com'è ancora strutturata.
Il giorno del tema mi sono presentata a scuola come tutti con il dizionario di italiano (lo stesso grosso dizionario con la copertina verde che mi era stato regalato dopo gli esami di quinta elementare, che ora nemmeno esistono più) e tutto sommato abbastanza tranquilla: scrivere non è mai stato un problema, al limite il mio timore era di non riuscire a stare nei tempi (lo so che sei ore sono tante, ma fissata come sono non potevo certo prescindere dalla brutta copia per poi riscrivere tutto in bella calligrafia. Altri tempi). Semmai il problema vero sarebbe arrivato il giorno successivo, con la prova di matematica. E infatti, tutto andò secondo le previsioni: punteggio massimo per il tema e mezzo disastro per la prova di matematica (non sono riuscita nemmeno a raggiungere la sufficienza). Della terza prova ricordo ancora con orrore la domanda di filosofia su Kant (che nessuno aveva ripassato essendo programma dell'anno precedente), per fortuna compensata da quella molto più semplice su Schopenauer. Stranamente non ricordo le domande di letteratura inglese (forse una aveva qualcosa a che fare con Wilde, ma non ci giurerei) e per quanto riguarda scienze e fisica, beh, mi sono arrangiata come meglio potevo (vale a dire bene in scienze e un filo meno bene in fisica). E infine, l'orale il 7 luglio. Faceva caldo e io sono stata la penultima della mattinata (no, in questo caso non mi ricordo com'ero vestita). Mi sono presentata con la mia tesina sottobraccio, che parlava delle avanguardie artistiche degli inizi del secolo scorso, in particolare dadaisti e surrealisti, e più in generale del contesto relativista che condizionava tutte le discipline. Ci ho messo dentro Freud, Einstein, Samuel Beckett (già allora una delle mie passioni), Albert Camus, Italo Svevo. Tutto sommato sono ancora abbastanza convinta che fosse un lavoro discreto, pur con tutti i suoi limiti. Peccato che al riguardo mi abbiano chiesto ben poco. Ricordo una domanda sulla relatività (che ci stava), e quella di francese che invece non c'entrava un accidente (per la cronaca, mi ha chiesto di Gide e della mise en abyme. E me lo ricordo ancora perchè mi ero infuriata, certa che la prof - membro interno - volesse tirarmi un trabocchetto. Non ha funzionato, tiè!).
E poi ricordo il sollievo, all'uscita, accompagnato da un certo senso di straniamento. Non mi sembrava vero che fosse già tutto finito.

Comunque, andandomi a leggere per curiosità i temi di quest'anno, ho trovato online l'archivio delle prove dal 1996 a oggi e sono andata a ripescare, sotto l'anno 1999, il tema che avevo scelto di svolgere.
Ve lo incollo qui sotto, nel caso siate curiosi (sì, la prova di matematica ve la risparmio).

SAGGIO BREVE O ARTICOLO DI GIORNALE: Sviluppa l'argomento scelto o in forma di saggio breve o di articolo di giornale, utilizzando i documenti e i dati che lo corredano e facendo riferimento alle tue conoscenze ed esperienze di studio.

1) Ambito artistico-letterario. L'argomento riguarda "poeti e letterati di fronte alla 'grande guerra'" ed è accompagnato da un brano del manifesto del futurismo ("Le figaro", 1909), da una poesia Vladimir Majakovsfkij (1914), da un brano di Giovanni Papini (Amiamo la guerra, in Lacerba 1914), da un brano di Renato Serra (Esame di coscienza di un letterato, in "La voce", 1915), da un brano di Gabriele D'Annunzio (sagra dei mille, dal discorso tenuto a Quarto il 5 maggio 1915), da un brano di Thomas Mann (pensieri di guerra in "Scritti storici e politici" del 1914).

un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 11:51 | link | commenti
categorie: autoreferenzialità
mercoledì, 10 giugno 2009

Be careful what you wish for

Qualche notiziola di aggiornamento su Neil Gaiman.
Per prima cosa il 19 giugno finalmente uscirà anche in Italia Coraline e la porta magica, il film in stop-motion, con la regia di Henry Selick (quello di The Nightmare Before Christmas, per intenderci).
Una piccola curiosità: si tratta del più lungo film in stop-motion realizzato finora (100 minuti) oltre che il primo ad essere girato in stereoscopia per consentirne la visione in 3D.
Per me sarà forse anche l'occasione per inaugurare la nuova sala 3D del multisala vicino a casa (ha debuttato con San Valentino di Sangue ma, insomma, non mi sembrava il caso).
Intanto il trailer è qui: http://www.comingsoon.it/video.asp?key=47184|1725
E sul numero di giugno di Ciak c'è un'intervista al nostro, nella quale parla di Coraline e di tutto un po' (a dire il vero io mi aspettavo qualcosina di più, ma tant'è).

Nel frattempo mi sono letta il suo ultimo romanzo, The Graveyard Book, che a fine gennaio è stato premiato con la prestigiosa Newbery Medal per il miglior contributo alla letteratura per bambini.
Non ho idea di quali fossero gli altri romanzi in gara, ma i libri di Neil, tanto quelli cosiddetti "per bambini" che quelli per adulti, hanno un fascino tutto particolare, ricchi come sono di fantasia visionaria e dark e di quell'umorismo da inglese trapiantato negli States.
Tra l'altro, nei giorni scorsi è uscita anche la traduzione italiana (Mondadori, come gli altri), intitolata Il figlio del cimitero (sigh), con una copertina diversa rispetto all'originale ma che fortunatamente ha conservato le meravigliose illustrazioni interne di Dave McKean.
Ecco le due copertine. Inutile che vi dica qual è la mia preferita.



















un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 17:09 | link | commenti
categorie: fantasy, neil gaiman, grande schermo e dintorni
martedì, 09 giugno 2009

Italia 2009

Mi piacerebbe scrivere due righe di commento post elezioni, se ne avrò il tempo.
Intanto però si potrebbe iniziare ponendoci tutti le domade che si pone oggi Gramellini sulla Stampa (sì, compresa l'ultima):

1. Ma vi sembra normale che solo agli italiani non faccia effetto essere governati da chi condiziona il loro immaginario attraverso le televisioni?

2. Ma vi sembra normale che in tutte le interviste pre-elettorali la domanda più dura che gli hanno rivolto sia stata «ci dica»?

3. Ma vi sembra normale che i dirigenti del Pd siano tutti ex del Pci e della Democrazia cristiana?

4. Ma vi sembra normale che Clinton, Jospin, Schroeder, Blair e persino Gorbaciov facciano un altro lavoro da anni e loro invece insistano?

5. Ma vi sembra normale che Pdl e Pd abbiano perso milioni di voti e parlino solo di quelli persi dagli avversari?

6. Ma vi sembra normale che i verdi trionfino ovunque, mentre qui, appena ne vedi uno in faccia, viene voglia di tifare per l’effetto-serra?

7. Ma vi sembra normale che chi detesta Berlusconi voti Di Pietro, che è come dire: detesto il Bagaglino quindi vado a vedere Bombolo?

8. Ma vi sembra normale che l’Italia cristiana sia rappresentata in Europa da Magdi Cristiano Allam e Borghezio?

9. Ma vi sembra normale che tutti sputino addosso alla Casta e poi Mastella prenda ancora 112 mila voti di preferenza?

10. Ma vi sembro normale?

Ad almeno nove domande su dieci (compresa la numero 10) la mia risposta è no.

un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 10:48 | link | commenti
categorie: attualità, ilpaesedellebanane
giovedì, 04 giugno 2009

Sciascia chi?

Per motivi del tutto contingenti, questa mattina mi è tornata in mente una conversazione che mi capitò di sentire per caso qualche anno fa, mentre me ne stavo in biblioteca a preparare un esame per l'università.
Nel tavolo accanto al mio c'erano due ragazze che stavano evidentemente ripassando per gli esami di maturità (o esami di stato o come volete chiamarli).
A un certo punto una dice all'altra: "Sciascia, sciascia, ma chi cavolo è poi questa Sciascia?".
Ha detto "questa", giuro. Il che mi porta a dedurne che pensasse che "Sciascia" fosse un nome proprio di persona, femminile. Magari le è sfuggito che davanti ci stava scritto "Leonardo" o che spesso il nome proprio non si mette nemmeno perché si presuppone che chiunque sappia di chi si sta parlando. Ecco, presupposto sbagliato.
Comunque, al di là dell'aneddoto, mi pare un esempio significativo di come sta messa una bella fetta dei giovani studenti italiani. Non credo proprio che si sia trattato di un caso isolato. Mi verrebbe voglia di sentire un po' degli attuali maturandi e vedere cosa rispondono.
Qualcuno di quelli che stanno al potere e si spendono in tante parole arriverà mai a pensare di prendere di riflettere seriamente sull'argomento?
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 12:24 | link | commenti
categorie: parole di carta, reality
venerdì, 29 maggio 2009

E poi, cos'altro?

Dal Corsera online, oggi:

Accuse al Cavaliere nel libro Einaudi rifiuta Saramago

Einaudi non pubblicherà Il quaderno, il libro che raccoglie testi let­terari e politici scritti sul blog dallo scrittore porto­ghese José Saramago, pre­mio Nobel per la letteratura nel 1998. Ne dà notizia «L’Espresso» oggi in edico­la anticipando che l’editore della raccolta di saggi sarà sempre torinese, Bollati Bo­ringhieri, ma soprattutto svelando il motivo della momentanea rottura tra l’autore di Cecità e la casa dello Struzzo. «La nuova opera — scrive Mario Porta­nova — contiene giudizi a dir poco trancianti su Silvio Berlusconi, che di Einaudi è il proprietario». Sarama­go è severo con Berlusconi ma anche con gli italiani, il cui sentimento «è indiffe­rente a qualsiasi considera­zione di ordine morale». Ma «nella terra della mafia e della camorra che impor­tanza può avere il fatto pro­vato che il primo ministro sia un delinquente?». L’au­tore del Quaderno arriva a paragonare il nostro capo del governo a «un capo ma­fioso ».
(...)
Il premio Nobel non sa che altre opere di critica a Berlusconi sono state rifiu­tate da Einaudi, dalle poe­sie politiche postume di Giovanni Raboni al Duca di Mantova di Franco Cordel­li, sino al Corpo del capo di Marco Belpoliti, che l’auto­re ha preferito pubblicare da Guanda, però commen­ta: «Dev’essere duro vivere quando il potere politico e quello imprenditoriale si riuniscono. Non invidio la sorte degli italiani, però in­fine è nella volontà degli elettori mantenere questo stato di cose o cambiarlo».
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 09:44 | link | commenti
categorie: attualità, ilpaesedellebanane
giovedì, 28 maggio 2009

Signori si nasce

"Vorrei fare una dedica per questa vittoria al calcio italiano e soprattutto a Paolo Maldini, un esempio per tutti. So che ha avuto qualche problema nel giorno dell'addio, ma sappia che ha l'ammirazione di tutta l'Europa, da 25 anni. La dedica mia, dei giocatori e della società è per Maldini. Se cambia idea e volesse giocare ancora un anno, può venire a farlo da noi". Così Pep Guardiola, ai microfoni della Rai, ha parlato dopo la conquista della Champions League.

Guarda te se dobbiamo farci sempre insegnare tutto dagli altri. E' mai possibile che siamo così bravi da trattare a pesci in faccia un giocatore simbolo del calcio italiano, il giorno del suo ritiro?
Va bene che Guardiola era ai microfoni della RAI e si trovava a Roma, quindi magari, a voler essere proprio cinici, si può anche arrivare a pensare che abbia voluto fare lo splendido.
Ma non credo che l'abbia obbligato nessuto.
E comunque: che figura barbina.

Ps: sono contenta che la Champions l'abbiano vinta loro. Perchè sono una squadra simpatica, e perchè Barcellona è sempre Barcellona e un pezzettino del mio cuore l'ho lasciato lì.
un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 12:11 | link | commenti
categorie: persone, lapallaèrotonda
martedì, 05 maggio 2009

Print it yourself

In Inghilterra lanciano la prima Espresso Book Machine, che stampa (fino a 105 pagine al minuto) e rilega (con tanto di copertina a colori) libri su richiesta.
Attualmente sono disponibili più di 400.000 titoli, che entro la fine del mese diventeranno più di un milione.


un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 11:50 | link | commenti
categorie: editoria
martedì, 21 aprile 2009

Sotto la pioggia

Questa fotografia di Damon Winter, fotografo del New York Times che ha seguito la campagna elettorale di Obama, ha vinto il premio Pulitzer per la fotografia documentaristica.

un altro granello di sabbia di: BlackCoraline alle 09:10 | link | commenti
categorie: fotografie